Accesso al credito: 225 milioni per i Confidi

L'accesso al credito rappresenta spesso un ostacolo, soprattutto in una fase come l'attuale, per le aziende chiamate a innovare e digitalizzare i propri processi produttivi.

Un aiuto in questa direzione arriva dal Decreto Direttoriale del 23 marzo, firmato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, che sostiene l'accesso al credito a favore delle piccole e medie imprese. A partire dal prossimo 2 maggio, infatti, i Confidi potranno presentare le domande per accedere ai 225 milioni di euro stanziati per la costituzione di un apposito e distinto fondo rischi finalizzato alla concessione di nuove garanzie pubbliche alle Pmi associate.

I Confidi, infatti, sono consorzi e cooperative di garanzia collettiva dei fidi che offrono garanzie a favore delle imprese, al fine di agevolarne l’accesso al credito. Un credito che, secondo le indicazioni del Governo, prevede una dotazione finanziaria iniziale di 225 milioni di euro. A questa si potranno aggiungere ulteriori risorse messe a disposizione da Regioni o da altri Enti Pubblici, oppure contributi derivanti dalla programmazione comunitaria 2014-2020.
La misura favorirà, tra l’altro, l’aggregazione tra Confidi al fine di consentire anche a quelli di minori dimensioni di raggiungere, attraverso operazioni di fusione o la sottoscrizione di contratti di rete, una maggiore massa critica in termini di garanzie prestate.
La procedura per la concessione dei contributi è improntata a criteri di massima celerità, con le valutazioni istruttorie che si concluderanno in 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta.
Le domande dovranno essere inoltrate a partire dalle ore 10 del prossimo 2 maggio, accedendo all’apposita sezione Misure per il rafforzamento dei confidi.

Tre le tipologie di beneficiari previste dal Decreto:

  • confidi iscritti all’albo degli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al d.lgs. 1° settembre 1993, n. 385 e ss.mm.ii. (TUB)
  • confidi coinvolti in operazioni di fusione finalizzate alla nascita di un unico soggetto, avente i requisiti per l’iscrizione nell’albo degli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del TUB
  • confidi che abbiano stipulato contratti di rete finalizzati al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia operativa dei confidi aderenti e che abbiano erogato, nel loro complesso, garanzie in misura pari ad almeno 150 milioni di euro.

 

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