Assemblea Ucimu: Pedrollo ipotizza futuro Iperammortamento al 200%

Nel corso dell'Assemblea Ucimu del 6 luglio 2017, Massimo Carboniero, presidente dell'associazione, ha espresso soddisfazione per il risultato positivo nel 2016 per l'industria italiana della macchina utensile, dei robot e dell'automazione, che ha registrato incremento per tutti i principali indicatori economici, ad eccezione dell’export.

Nel 2016, la produzione, cresciuta del 6,4%, si è attestata a 5.552 milioni di euro. Il risultato è stato determinato dal positivo andamento delle consegne sul mercato interno dei costruttori salite, del 25,7%, a 2,3 miliardi. L’export ha invece subito una battuta d’arresto. Sceso, del 4%, a 3,2 miliardi di euro il valore delle esportazioni si è riportato sul livello del 2014, annullando del tutto l’incremento messo a segno nel 2015.

I principali mercati di sbocco dell’offerta italiana nel corso del 2016 si sono così definiti: Germania (377 milioni + 1%), Stati Uniti (352 milioni, -9,4%), Cina (315 milioni, -6,9%), Francia (224 milioni + 23,2%), Polonia (137 milioni, +7,2%), Spagna (116 milioni, +14%), Messico (99 milioni, +29,3%), Turchia (87 milioni -5,1%).

Gli ordini di macchine utensili nel primo semestre 2017 crescono del 9,9%: +24,8% gli ordini interni; +5,6% gli ordini esteri. Il positivo andamento di settore sembra dunque trovare conferma anche nel 2017, come emerge dai dati di previsione elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu. La produzione salirà del 6,7%, a 5,9 miliardi di euro. Il consumo si attesterà a 4,2 miliardi di euro, il 10,1% in più rispetto al 2016, trainando sia le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attese in crescita del 12% a 2,6+ miliardi, sia le importazioni (+7,5%).

Nel commentare questi dati, il presidente Carboniero ha ribadito come i provvedimenti contenuti nel Piano Nazionale Industria 4.0 "abbiano già prodotto i primi effetti, come dimostra l’andamento degli ordini raccolti sul mercato italiano. Dopo il +22,2% del primo trimestre del 2017, l’indice degli ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato domestico nel secondo trimestre registra un incremento del 28,5% a conferma della tendenza ad acquisire nuovi macchinari e nuove tecnologie per la connettività degli impianti”.

Sulle previsioni, invece, si è espresso in questi termini: "Entro il 2017 non avremo comunque recuperato tutto il terreno negli anni della crisi. Il rilancio della competitività delle pmi manifatturiere è appena avviato, occorre tempo perché esse recepiscano i provvedimenti e avviino i piani di investimento", ha detto Carboniero. "Per questo potrebbe essere utile trasformare il Superammortamento in provvedimento strutturale, anche per adeguare gli attuali coefficienti di ammortamento che non corrispondono più alla reale durata dei beni. Inoltre, a fronte di un grande interesse delle aziende a impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, sarebbe opportuno valutare l’inserimento dell’Iperammortamento anche nella prossima Legge di Bilancio, prolungandone l’operatività di un anno".

Intervenuto all'assemblea in videoconferenza interattiva da Roma, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha espresso grande soddisfazione per i dati resi noti da Ucimu, "dati che dimostrano che il Piano funziona e mettono in evidenza il grande sforzo e il forte impegno corale di tutto il sistema Paese, industria e istituzioni". Ha continuato il Ministro: "Serviva un piano di politica industriale per il Paese che fosse basato su criteri nuovi, su nuovi strumenti e tecnologie in grado di dare rinnovato impulso alla competitività e alla produttività del nostro manifatturiero".

In merito al futuro e alle richieste del presidente Ucimu, il Ministro non si è sbilanciato, ma ha lasciato intuire un possibile prolungamento e ha confermato l'intenzione di mantenere il manifatturiero al centro dell'agenda governativa e del dibattito istituzionale: "Non è questo il momento per dare indicazioni sulla prossima Legge di Bilancio e sugli eventuali incentivi, ma vorrei che si continuasse così, non voglio arrestare questo nuovo trend di ripresa. Un anno non basta. Porterò le vostre osservazioni in sede istituzionale, in modo che sia fatto il possibile per estendere  i tempi di esecuzione degli investimenti. Il manifatturiero deve continuare a mostrare benessere, trainando a catena tutti gli altri settori annessi, a partire dai servizi. Non serve creare una crescita veloce. Al manifatturiero italiano serve una visione di lungo termine, serve partire dalla specializzazione tecnologica per porre la basi di una solida crescita strutturale interna e di un'estensione dell'export, anche per le imprese medio-piccole".

Anche Giulio Pedrollo, vicepresidente di Confindustria nazionale con delega alla politica industriale (qui a lato in foto), ha espresso un commento positivo nel corso dell'assemblea del 6 luglio, concordando sul fatto la manifattura debba restare una priorità del Paese anche nei prossimi anni: "Abbiamo lavorato molto bene nell'ultimo anno e dobbiamo continuare così. Grazie alla robotica e all'automazione spinta a bordo delle vostre macchine industriali stiamo potenziando la competitività dell'Italia. Non basta però sostituire un software in fabbrica, per cambiare le carte in tavola o rinnovare il parco macchine di un intero Paese. Occorre modificare radicalmente il business model, intraprendendo una strada di innovazione e di digitalizzazione, anche culturale. In questo resta fondamentale il ruolo dei Digital Innovation Hub e dei relativi Competence Center, come momento e spazio, anche fisico, nel quale fare innovazione e formazione".

E, infine, sulle priorità finanziarie del Governo, Pedrollo azzarda un'ipotesi più precisa: "L'Iperammortamento deve essere sicuramente potenziato, anche perché molte imprese sono al momento in una situazione di overbooking. Serve più tempo, sarebbe auspicabile almeno tutto il 2018, magari anche oltre, un decennio, perché no? Sarebbe l'ideale. Trovando eventualmente una sorta di compromesso sulla percentuale: si potrebbe ipotizzare un proseguimento, con una sorta di Iperammortamento bis al 200%, anziché all'attuale 250%".

Se il Piano Industriale 4.0 è dunque la "medicina" giusta per un Paese dove spesso si fatica ancora a credere veramente nel "made in Italy", non si è consapevoli del reale grado di digitalizzazione della propria impresa, o dove si crede ancora che la robotica o l'automazione in senso più generale possano "sottrarre posti di lavoro", diventa prioritario fare in modo che la sua somministrazione sia prolungata il più a lungo possibile.

[Nella prima foto in alto, da sinistra, Giulio Pedrollo, Massimo Carboniero e, in collegamento video, Carlo Calenda].

 

Pubblica i tuoi commenti