Automotive, strategie di rilancio

Il primo semestre del 2013, per il mercato automobilistico italiano, ha chiuso con un -10,3%. Le auto immatricolate, infatti, sono state poche più di 730mila, contro le oltre 815mila dello stesso periodo nell'anno precedente.
Una contrazione di 84mila vetture significa, in termini economici, una perdita di fatturato di 1,6 miliardi e 270 milioni di euro di Iva in meno per le casse dello Stato.
Una situazione alla quale il Ministero dello Sviluppo Economico cerca di porre rimedio, in prima battuta, con la creazione di una consulta dedicata, necessaria per definire adeguati strumenti di politica industriale e stimolo del settore.
Infatti, dopo una serie di consultazioni con Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), il Mise ha accolto la proposta di costituire una Consulta Automotive, task force operativa in cui le componenti pubblica e privata condivideranno e proporranno politiche industriali con l'obiettivo di salvaguardare, rilanciare e far crescere le attività manifatturiere in uno dei settori trainanti dell'economia nazionale. L'itero automotive, infatti, vale oggi l'11,4% del Pil nazionale e impiega 1,2 milioni di lavoratori.
La Consulta, dovendo affrontare l'attuale stato di crisi del settore, sarà chiamata a definire un piano strutturato e di medio periodo, sul modello di quanto fatto in Gran Bretagna con l'Automotive Council, mirando a risultati concreti per il comparto. In particolare sarà necessario attivare una politica industriale che favorisca gli investimenti, la crescita dimensionale e l'internazionalizzazione delle imprese, individuando roadmap tecnologiche, oltre a nuove forme di mobilità sostenibile e integrata.

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