Beni strumentali: +3,5% nel 2016, previsioni rosee per il 2017

L'industria italiana dei beni strumentali è in ottima salute: il fatturato nel 2016 si è attestato a 42,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 3,5% rispetto all’anno precedente.

Altro elemento interessante è che questo risultato è stato determinato principalmente dal buon andamento delle consegne sul mercato interno, trainate dalla vivace domanda di beni di investimento. Più moderato, invece, l’incremento dell’export. E per il 2017 le previsioni sono rosee, anche in virtù  delle misure previste dal Piano Nazionale Industria 4.0.

Questo è il quadro emerso dai dati di consuntivo presentati da Federmacchine in occasione dell’assemblea annuale. La conferma della ripresa del consumo domestico, cresciuto del 7,7% a 21,5 miliardi, ha favorito sia le consegne dei costruttori sul mercato interno, che hanno registrato un incremento del 9,4% a 13 miliardi, sia le importazioni cresciute del 5,3% a 8,5 miliardi. Il dato di import su consumo è sceso di un punto percentuale rispetto all’anno precedente, fermandosi al 40%.

E’ decisamente più contenuto l’incremento registrato dall’export che, cresciuto dell’1,2%, si è attestato a 29,5 miliardi. Principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Germania (3,2 miliardi di euro +0,8%), Stati Uniti (2,9 miliardi di euro -1,6%), Francia (2 miliardi +8,5%) Cina (1,9 miliardi -4,6%) e Spagna (1,2 miliardi +10,7%).

In particolare, il saldo della bilancia commerciale del Paese è risultato in attivo per 51,5 miliardi di euro. Dei tre comparti attivi (Abbigliamento & Arredamento, Meccanica, altri manufatti) il settore delle macchine e apparecchi meccanici, nel quale è compreso tutto il comparto del bene strumentale rappresentato da Federmacchine, è quello che ha fornito di gran lunga il contributo maggiore (48 miliardi di euro), alla bilancia del Paese.

Pubblica i tuoi commenti