Cobot nelle industrie: ideali per le saldature

Il settore industriale ha subito un'evoluzione notevole negli ultimi anni con l'avvento dei robot collaborativi (cobot) e quella che un tempo era solo un'idea appartenente al futuro, oggi è divenuta realtà all'interno di aziende che hanno deciso di investirvi.

La versatilità è senza dubbio uno dei pregi principali: basti pensare ai bracci robotici, i quali che sono in grado di eseguire diversi lavori, come ad esempio quello di saldatore.

Attualmente, questo processo viene eseguito manualmente da umani qualificati, di cui esiste una carenza globale. I robot collaborativi possono dunque svolgere anche questa mansione da soli o insieme allo stesso operatore umano.

Un braccio robotico collaborativo

Ipotizzando che all'interno di un'industria via sia un saldatore alle prime armi, con l'ausilio di un cobot l'umano potrà ottenere comunque dei risultati da esperto. A eseguire un lavoro che effettuerebbe un saldatore altamente qualificato sarà il braccio robotico, progettato anche per questo.

Così, producendo saldature di alta qualità in modo coerente, ne conseguirà al tempo stesso un aumento significativo della produttività del saldatore alle prime armi.

La saldatura richiede movimenti ripetitivi e precisi della torcia e, come tale, la fatica del saldatore è un problema di settore cronico. Questa condizione fisica, proprio perché generalmente combinata con movimenti ripetitivi, genera disturbi muscoloscheletrici.

Affiancando all'umano un braccio robotico, l'affaticamento del saldatore si riduce drasticamente, dato che la torcia viene manipolata dal cobot e ai saldatori è richiesto soltanto di monitorare e guidarla se necessario.

Per un’azienda utilizzare un braccio robotico significa al medesimo tempo tutelare la salute degli operai e nello specifico evitare di esporli alla luce UV generata dalla saldatura ad arco voltaico e che a lungo termine può creare disturbi del visus nonché patologie cancerogene dettate dai fumi e dal calore eccessivo.

Questo spiega l'ampia diffusione di UR3, UR5 e UR10, i tre bracci robotici prodotti dalla danese Universal Robots, una garanzia per chi cerca una soluzione ideale per le catene di montaggio grazie a saldature molto più sicure e soprattutto veloci.

I cobot riducono l’emissione di fumi nell’ambiente ambientali

L'ambiente in cui un’azienda effettua delle saldature può esporre gli operai addetti ed anche altri all’esposizione di fumi cancerogeni, ma fortunatamente con l’uso dei cobot il rischio si riduce drasticamente poiché l’emissione è maggiormente controllabile.

La velocità nell'eseguire il lavoro riduce i tempi di esecuzione, limitando da un lato la propagazione dei suddetti e del relativo magnesio rilasciato, dall'altro proteggendo quindi la salute degli operai che possono tra l’altro modo operare nel rispetto delle normative standard europee riguardanti la sicurezza sul lavoro.

Con dei tempi di lavorazione ridotti e con un conseguente minor uso di sostanze nocive, a trarne dei benefici è anche l’ambiente in generale, il che fa dedurre che i cobot oltre che funzionali sono anche dei veri e propri operatori ecologici!

Un lavoro di alta qualità e meno scorie 

Per un’azienda che produce dei manufatti da assemblare, usare un cobot per le saldature significa anche migliorare sensibilmente la qualità del prodotto oltre che rispettare l’ambiente.

Infatti, un braccio robotico garantisce delle saldature di alta qualità e con un tasso di difetti inferiore del 3%, consentendo all’azienda che ne fa uso di ottenere un manufatto che non richiede in ogni giuntura un processo lavorativo aggiuntivo.

Per fare un esempio, si evita a un operatore di intervenire manualmente con una lima oppure con della tela abrasiva per sgrossare i cordoli rilasciati dal materiale saldante o di ripetere la lavorazione usando un cannello a gas per sopperire all’eventuale difetto.

Tale condizione non comporta una conseguente richiesta di mano d’opera umana e sprechi in termini di tempo, i quali, se necessari, si ripercuotono comunque negativamente sulla produzione globale dell’azienda stessa.

Ancora più importante è la potenza elettrica che questi cobot sono in grado di fornire quando effettuano delle saldature; infatti, la loro precisione abbinata alla potenza stessa, evita di ricorrere al filo di saldatura aggiuntivo per rimediare ad una parte che ne è uscita difettosa e quindi si evitano anche sprechi energetici e di materiali.

Recenti studi in merito hanno, infatti, dimostrato che la saldatura rappresenta il 4,5% del consumo lordo di energia dell'Unione Europea e quella ad arco (il processo di saldatura del tubo primario) produce 9,82 grammi di CO2 al secondo.

Riducendo quindi la quantità di difetti e impiegando una potenza adeguata, il cobot per saldatura evita sensibilmente l’uso di metallo per saldare, riduce notevolmente il consumo di gas per ravvivare la fiamma e di energia, tende ad abbassare il coefficiente di emissione di CO2 nell’ambiente.

Pubblica i tuoi commenti