‘Così frenate l’innovazione’

È una ferma presa di posizione quella scelta da Assoelettrica, Anev e Federutility per chiedere al Governo di revocare la scelta di aumentare del 4% l'addizionale Ires sui bilanci delle aziende. Per contestare la manovra fiscale, le tre associazioni hanno acquistato intere pagine su alcuni dei principali quotidiani italiani, scegliendo di pubblicare una lunga lettera aperta indirizzata a Governo e Parlamento.
Nel testo viene dapprima evidenziato come, negli ultimi anni, le aziende del settore abbiano investito “oltre 80 miliardi di euro in Italia, promuovendo la modernizzazione di centrali e reti senza paragoni negli altri paesi europei”. Un investimento che ha portato le centrali italiane ad essere tra “le più efficienti ed eco-compatibili d'Europa”, realizzando “un mix energetico più competitivo, anche grazie al grandissimo sviluppo delle fonti rinnovabili”. Inoltre gli “investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione hanno prodotto maggiore efficienza ed innovazione tecnologica e migliorato la qualità del servizio”.
Le 10mila aziende del settore, che conta oltre 400mila addetti, sono chiamate a investire “per migliorare la sicurezza del Paese e rendere ancora più competitivo il mix energetico, per migliorare le interconnessioni anche con l'Europa, e per sviluppare la rete di distribuzione anche per favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili”.
“Tutti questi programmi”, come si legge nel documento, “rischiano di essere inevitabilmente ridimensionati a causa della cosiddetta “Robin Hood tax”, che porterà una riduzione degli investimenti stimabile di oltre 15 miliardi nei prossimi anni. Molte aziende saranno anche costrette a rivedere la politica dei dividendi per rispettare i parametri finanziari imposti dalle Agenzie di rating”.

Pubblica i tuoi commenti