Cresce l’export italiano e la bilancia commerciale è positiva

Secondo i dati Istat, nel corso del 2016 le esportazioni sono in crescita (+1,1% in valore e +1,2% in volume), mentre le importazioni registrano una diminuzione (-1,4%) in valore e un aumento (+3,1%) in volume.

L'espansione dell'export, spiegano gli esperti dell’Istituto di Statistica, è da ascrivere esclusivamente ai paesi dell'area Ue (+3,0%). Di contro la flessione del valore delle importazioni ha portato ad un avanzo commerciale di 51,6 miliardi (+78,0 miliardi al netto dell'energia), con risultati ancora migliori rispetto al 2015, quando l’avanzo era stato pari a 41,8 miliardi.

E' interessante notare come, lo scorso anno, i mercati più dinamici, per le nostre esportazioni, sono stati Giappone (+9,6%), Cina e Repubblica Ceca (+6,4% entrambe), Spagna (+6,1%) e Germania (+3,8%).

Nel 2016, rispetto al 2015, si segnala la forte crescita delle vendite di articoli farmaceutici, chimicomedicinali e botanici (+6,8%), autoveicoli (+6,3%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+4,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,2%).

Nel 2016, rispetto al 2015, sono in flessione gli acquisti di gas naturale (-28,5%) e petrolio greggio (-20,4%). Una situazione che ha portato ad una drastica riduzione degli acquisti dalla Russia (-26,3%).

La crescita tendenziale, spiegano gli esperti Istat, è legata “per quasi un terzo dall’aumento delle vendite di macchinari e apparecchi n.c.a verso gli Stati Uniti e i paesi OPEC, di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Germania e la Francia e di autoveicoli verso gli Stati Uniti. La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati verso i paesi Opec, di computer, apparecchi elettronici e ottici verso la Spagna e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso il Belgio rallenta di oltre mezzo punto percentuale la crescita dell’export. Gli acquisti di petrolio greggio e gas naturale dai paesi Opec e di autoveicoli dalla Germania spiegano per quasi tre punti percentuali la crescita dell’import. Contrasta l’incremento tendenziale delle importazioni per 1,2 punti percentuali la diminuzione degli acquisti di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi dal Regno Unito e di computer, apparecchi elettronici e ottici dalla Cina”.

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