Crescere si può

“Il progetto Confindustria per l'Italia: crescere si può, si deve” delinea il contenuto di una serie di proposte con cui dovrà confrontarsi chi guiderà il nostro Paese nel prossimo futuro: “I Confindustria stima che attraverso la piena e coerente attuazione delle sue proposte la crescita raggiungerà il 3,0% già nel 2017, l'occupazione aumenterà di 1,8 milioni, il tasso di occupazione salirà di 3,8 punti e quello di disoccupazione scenderà all'8,4%. Gli investimenti saranno in volume del 55,8% più alti, le esportazioni del 39,1%, i consumi delle famiglie del 10,7%”.
Simili obiettivi, secondo Confindustria, possono essere ragiunti facendo perno su una “logica industriale centrata sul manifatturiero, intorno al quale in Italia ruota tutto il sistema produttivo del made in Italy, dall'agricoltura, al turismo, ai servizi. In linea con i programmi europei la quota sul PIL dell'Italia manifatturiera deve puntare al 20%, dal 16,7% del 2011. Ciò aumenterà la capacità del sistema economico italiano di:
1. incrementare l'innovazione, perché nel manifatturiero sono maggiori gli investimenti in ricerca e il numero dei brevetti;
2. creare posti di lavoro più qualificati, con più formazione e retribuzione;
3. sostenere i conti con l'estero: dal manifatturiero viene oltre l'80% dell'export del Paese. L'Italia è povera di materie prime e perciò la sua ricchezza dipende dalle vendite all'estero, che sono un potente traino per tutta l'economia;
4. moltiplicare il valore aggiunto negli altri settori: ogni euro in più nell'attività manifatturiera genera almeno un altro euro di attività nel resto dell'economia.

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