Poli di Innovazione, leve per la ripresa

Piemonte

Il Piemonte è una delle regioni più ricche del Paese.  Il tessuto industriale piemontese, però, ha subito negli ultimi anni una netta metamorfosi, come dimostra la storia del distretto tecnologico Canavese: a ridosso del terzo millennio, la crisi del sistema Olivetti e il ricompattamento della filiera legata al settore automotive, con la chiusura degli stabilimenti Lancia a Chivasso, hanno causato nell'area il collasso del modello One Company Town, facendo parlare di 'polverizzazione del sistema industriale'. La sostanziale stabilità nel numero delle imprese minori, infatti, ha permesso di contenere la perdita di posti di lavoro, generando un passaggio di quote occupazionali dalla grande alla piccola e media industria. Se negli anni Settanta le pmi assorbivano appena il 30% degli occupati, oggi circa 500 pmi danno lavoro al 65% della popolazione occupata.
In tale scenario, la Regione Piemonte si è mossa per promuovere il rilancio delle attività produttive nel territorio, adottando diversi strumenti, tra i quali dodici Poli di Innovazione, costituiti da raggruppamenti d'imprese, organismi di ricerca e da un ente gestore, mirati a rendere disponibili infrastrutture e servizi ad alto valore aggiunto e a interpretare le esigenze tecnologiche delle imprese. A poco più di un anno dalla loro nascita, i Poli hanno potuto usufruire di un'importante vetrina per presentarsi: l'Innovation Day, tenutosi a gennaio presso il Parco Scientifico Tecnologico Tecnogranda di Dronero e organizzato da Confindustria Cuneo, Unioncamere Piemonte e Camera di Commercio di Cuneo.

Il Polo Ict
Tra i dodici istituti, il Polo Ict di Torino, gestito dalla Fondazione Torino Wireless, campionato tra l'altro dalla ricerca Intesa San Paolo, ha pubblicato a febbraio un documento che, pur riconoscendo le ferite inferte dalla recessione, tracciava un bilancio positivo dei primi 18 mesi di attività, caratterizzati dal marcato aumento di aderenti e da un'intensa attività progettuale. Ben 90, infatti, erano i partner dei progetti approvati nel 2010 e ormai avviati, mentre il secondo piano annuale, appena presentato, coinvolge 69 partner per 14 proposte. Tra gli interessanti progetti presentati, approvati e sviluppati all'interno del Polo Ict, citiamo quello di Hicare Research, società d'informatica produttrice di software Business Intelligence, che dalla sua fondazione nel 1996 si è imposta al mercato con Lilith Enterprise, soluzione gestionale per tutti i settori aziendali, recentemente aggiornata. Hicare ha sviluppato per Acerbis Italia, produttore di plastiche per motocicli, una soluzione per semplificare l'analisi delle performance aziendali, con il sistema di supporto alle decisioni Lilith. Il sistema ha introdotto una metodologia di calcolo omogenea, con distribuzione di dati certificati, bilancini per linea, brand e per centri di ricavo, modelli di simulazione sulla scorta dei risultati Actual importati in automatico. Un fattore di successo del sistema è la velocità d'implementazione: nell'arco di sei mesi il 100% del progetto è stato consolidato.

Il Mesap
Altrettanto interessante è il lavoro svolto dal Polo della Meccatronica e dei Sistemi Avanzati di Produzione (Mesap), gestito dall'Unione Industriale di Torino. A un anno e mezzo dalla nascita, il Mesap ha quasi raddoppiato il numero dei soggetti aggregati, passando dai 64 partner iniziali ai 125 di oggi.
Rientrano in questo ambito i progetti Omnimec e Amico. Il primo è una piattaforma multisensoriale integrata per applicazioni di meccatronica, al cui sviluppo sta lavorando una cordata guidata dal Politecnico di Torino. Pensata per monitorare e misurare parametri comuni, Omnimec può essere equipaggiata sia con sensori ambientali per le misurazioni di pressione e di flusso, sia con sensori meccanici per misurazioni di accelerazione, vibrazione e forza/torsione.
I sensori Omnimec sono basati su una tecnologia di micromachining del silicio e su materiali strutturati in microscala attiva (ad esempio un piezoelettrico o film sottili con alta magnetoresistenza o magnetostrizione).
Il progetto Amico, sviluppato da un consorzio di aziende capitanate da Eicas, si propone, invece, di realizzare e sperimentare un sensore ottico multi-camera atto al monitoraggio e al controllo intelligente-flessibile dello spazio operativo di lavoro di robot industriali, macchine utensili, processi produttivi.
Il sensore consente la misura senza contatto della posa (posizione e assetto) di corpi mobili e sarà sviluppato con l'obiettivo di conseguire un'attitudine peculiare a operare in ambiente industriale, elevata affidabilità, impiego di camere a basso costo, funzionalità Plug & Play. Le tecnologie adottate sono Cmos (Complementary metal-oxide semiconductor) utilizzata per sviluppare il sensore multi-camera, algoritmi di data fusion innovativi e Wi-Fi.

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Poli e distretti al tempo della crisi
La terza edizione del Rapporto annuale dedicato all'evoluzione economica e finanziaria delle imprese distrettuali, pubblicato a dicembre dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato il forte deterioramento delle performance di crescita e reddituali che queste realtà hanno vissuto nel corso del 2009, penalizzate dal calo della domanda estera.
Il loro fatturato è sceso quasi del 20%. Tuttavia, molte imprese distrettuali hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti, registrando, al contempo, buoni livelli di redditività e soprattutto, non lasciando prevalere l'orientamento difensivo volto a razionalizzare la struttura produttiva, contenere i costi e, in particolare, ridimensionare il costo del lavoro, ma implementando anche strategie d'attacco dirette a rafforzare nel medio e lungo termine il proprio posizionamento competitivo. Meglio sono andati invece i poli tecnologici, che per la prima volta sono stati esaminati nel rapporto in una sezione a parte. La contrazione del fatturato dei 18 poli individuati, appartenenti ai settori Ict, biomedicale, aeronautico e farmaceutico, è stata solo del 4%.

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