In Italia manca la libertà economica

L' “Index of Economic Freedom”, relativo alla libertà economica di un Paese, stilato annualmente da Heritage Foundation - Wall Street Journal, vede un ulteriore declino della posizione dell'Italia, scivolata al 92° posto.
Sulla pessima valutazione del nostro Paese gravano, in particolare, corruzione e incapacità di controllare la spesa pubblica che, nell'ultimo anno, sono ulteriormente peggiorate. Ma sono negativi anche i giudizi relativi a mercato del lavoro, commercio e fisco. In particolare, come evidenziato dallo studio, le aziende attive in Italia subiscono l'inefficienza della pubblica amministrazione, la complessità di regolamenti e i ritardi dei procedimenti giudiziari. Tutte situazioni che, oltre a causare ritardi e gravare sui costi, inducono spesso le aziende a trovare accordi extra giudiziali.
Note positive arrivano solo dalla “business freedom”, ovvero la libertà delle attività economiche, mentre gli altri indicatori (diritti di proprietà, libertà finanziaria e libertà di investimento) appaiono sostanzialmente stabili.
La classifica mondiale è guidata dai Paesi dell'Estremo Oriente, con Hong Kong e Singapore nelle prime posizioni, seguite da Australia e Nuova Zelanda. In Europa spicca la quinta posizione della Svizzera, mentre il primo Paese Ue, per le libertà economiche, è l'Irlanda, che si classifica al nono posto, facendo meglio del Usa, fermi al decimo.
Meglio dell'Italia, classificata tra i “Paesi economicamente meno liberi”, si posizionano realtà come Albania, Bulgaria e Turchia.

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