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Industria 4.0, + 30%. Al centro smart factory e capitale umano

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@NicolettaBuora

Vola il mercato italiano di Industria 4.0: nel 2017 è cresciuto del 30%  per un valore di circa 2,4 miliardi di euro, ed è quasi raddoppiato in due anni.

Una crescita a doppia cifre a cui non si è più abituati, che ha riguardato per il 90% progetti di Industrial IoT, Analytics e Cloud Manufacturing, dunque la smart factory.

E in merito a conoscenza e consapevolezza, solo il 2,5% delle imprese non sa cosa sia Industria 4.0 e il 55% ha già realizzato soluzioni 4.0. Su un campione di 236 imprese, il 92% conosce le misure del Piano Nazionale Industria 4.0, metà dichiara di aver usufruito di iper e superammortamento, una su quattro di aver investito più di 3 milioni di euro.

Questa è la sintesi dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net)*, presentata ieri mattina al convegno “Industria 4.0: Produrre, Migliorare, Innovare”, che si è tenuto a Milano presso l'Auditorium di Assolombarda.

Ad aprire i lavori, Alessandro Spada, vice presidente vicario di Assolombarda, che ha sottolineato l’importanza di allocare risorse per la formazione nelle prossime leggi di bilancio, perché questa trasformazione digitale è ancor prima una trasformazione culturale e quindi “se non si vuole giocare una partita guardando al passato, bisogna affrontare le sfide del 4.0 sulla formazione”, ha affermato Spada, rinnovando la collaborazione, fondamentale, con il Politecnico di Milano.

Tecnologie e persone: gli ingredienti di Industria 4.0

Marco Taisch, responsabile scientifico dell'Osservatorio Industria 4.0 insieme a Alessandro Perego e Andrea Sianesi, ha ripreso l’importanza della formazione in quanto “le persone e la tecnologia sono gli ingredienti di Industria 4.0”.

Secondo il sondaggio dell’Osservatorio, il 50% delle imprese dichiara di aver già concluso o avviato una valutazione delle competenze 4.0, una valutazione che interessa tutte le funzioni aziendali (la produzione in particolare) e quelle presenti in azienda, dagli operai ai manager fino all’imprenditore.

Da queste analisi emergono 5 competenze principali necessarie per abilitare la trasformazione 4.0: applicazione lean manufacturing 4.0, gestione della supply chain digitale, cyber-security, manutenzione smart e relazione persona/macchina.

Per una smart factory ci vuole una smart union

Ospite Istituzionale al convegno Marco Bentivogli, segretario generale Fim-Cisl, una voce importante in questa trasformazione digitale che coinvolge i lavoratori. Bentivogli ha parlato del 4.0 come di una grande rivoluzione per riportare la manifattura al centro, ma ha sottolineato il fatto che “c’è un pezzo di mondo che corre, e un altro che rimane indietro”.

In merito alla tecnologia, Bentivogli è dell’opinione che “nel nostro Paese è stata l’assenza di tecnologia a procurare la disoccupazione e che non serve tassare i robot, ma detassare il lavoro”. Bisogna far diminuire la paura del cambiamento e serve un sindacato intelligente che segua la transizione. “Per una smart factory ci vuole una smart union”, ha affermato Bentivogli.

4.0, un fenomeno di lungo termine che richiede obiettivi di business

Dagli interventi della tavola rotonda a commento dei dati dell’Osservatorio è emerso che il 4.0 è un fenomeno di lungo termine e che ora per le imprese è importante avere una strategia.

Oggi, i dati fotografano un mercato quasi raddoppiato in due anni e parallelamente un’accresciuta consapevolezza e conoscenza delle nuove tecnologie da parte delle imprese.

“Ora è necessario che ogni impresa allinei questa maturità digitale ai propri obiettivi di business, ripensando processi e modelli organizzativi. E la prossima grande sfida per consolidare e far crescere ulteriormente il mercato sarà identificare il giusto percorso per coinvolgere le Pmi, che rappresentano il vero cuore della manifattura italiana”, hanno spiegato i responsabili scientifici.

Esperienze di trasformazione digitale: Ansaldo Energia e Sariv

Nel corso del convegno, una grande impresa, Ansaldo Energia con il suo Lighthouse Plant di Genova e una Pmi, Sariv che produce fissaggi industriali per il settore automotive, hanno portato la propria esperienza di trasformazione digitale. In comune, il capitale umano, il reskilling e le nuove competenze 4.0.

*L'edizione 2017-2018 dell'Osservatorio Industria 4.0 è stata realizzata in collaborazione con Accenture, Autodesk, Beckhoff Automation, Enel, Engineering Ingegneria Informatica, IT Consult, Kaeser Compressori, Kpmg Advisory, Saipem, Siemens, Var Group, Staufen, Vendor; Abb, Advantech, Considi, Dassault Systèmes, DBInformation, Gefran, Idx, Olivetti, Ricoh, Sew Eurodrive, Txt e-solutions, Wind Tre Business, con il patrocinio di Assolombarda.

Industria 4.0, + 30%. Al centro smart factory e capitale umano - Ultima modifica: 2018-06-22T20:56:02+02:00 da Nicoletta Buora