Sistemi di controllo connessi a Internet: il 91% è a rischio

Nell'indagine sulle minacce di sicurezza informatica per gli Ics (Industrial Control Systems), gli esperti di Kaspersky Lab hanno svelato l’esistenza di 13.698 sistemi di controllo industriale connessi a Internet che molto probabilmente appartengono a grandi organizzazioni, attive nei settori energia, trasporti, aerospaziale, Oil & Gas, chimico, automotive, manifatturiero, alimentare e delle bevande, governativo, finanziario e istituzioni sanitarie.

Il 91,1% di questi sistemi di controllo industriale ha vulnerabilità che possono essere sfruttate da remoto. Ma c’è di peggio: il 3,3% degli Ics situati in queste organizzazioni contiene vulnerabilità critiche eseguibili da remoto.

Esporre i componenti Ics a Internet offre molte opportunità, ma anche diverse preoccupazioni di sicurezza. Da un lato, i sistemi connessi sono più flessibili in termini di reazione rapida alle situazioni critiche e di implementazione degli aggiornamenti. Ma, dall’altro lato, l’espansione di Internet offre ai cyber criminali la possibilità di controllare da remoto i componenti critici dei sistemi di controllo industriale, che possono comportare danni fisici alle attrezzature, oltre a un potenziale pericolo per l’intera infrastruttura critica.

Gli attacchi sofisticati alle infrastrutture critiche non sono nuovi. Nel 2015, un gruppo organizzato di hacker chiamato BlackEnergy ha attaccato un’azienda elettrica in Ucraina. Lo stesso anno altri due incidenti, apparentemente connessi a cyber attacchi, sono stati resi noti in Europa: a un’acciaieria in Germania e all’aeroporto Frederic Chopin di Varsavia.

Considerando la vasta superficie d’attacco, è probabile che in futuro emergano altri attacchi di questo genere. Quelle 13.698 infrastrutture, situate in 104 Paesi, sono solo una piccola parte del totale degli impianti con componenti Ics accessibili via Internet.

Per aiutare le organizzazioni a identificare i punti deboli dei loro sistemi di controllo industriale, gli esperti di Kaspersky Lab hanno indagato le minacce per gli Ics. L’analisi, che è stata condotta nel 2015, si è basata sull’Osint (Open Source Intelligence) e su informazioni provenienti da fonti pubbliche come Ics Cert. In sintesi, alcuni risultati:

  • In totale, sono stati identificati 188.019 impianti con componenti Ics accessibili via Internet in 170 Paesi
  • La maggior parte degli impianti accessibili da remoto con componenti Ics installati sono situati negli Stati Uniti (30,5% - 57.417) e in Europa. La Germania (13,9% - 26.142 impianti) si trova in testa alla classifica Europea, seguita da Spagna (5,9% - 11.264) e Francia (5,6% - 10.578).
  • Il 92% (172.982) dei sistemi di controllo industriale presenta vulnerabilità. L’87% di questi impianti ha vulnerabilità a rischio medio e il 7% presenta vulnerabilità critiche.
  • Il numero di vulnerabilità nei componenti Ics è aumentato di dieci volte negli ultimi cinque anni: da 19 vulnerabilità nel 2010 a 189 nel 2015. I componenti Ics più vulnerabili sono le interfacce uomo-macchina (Human Machine Interfaces, Hmi), i dispositivi elettrici e i sistemi Scada.
  • Il 91,6% (172.338 impianti) dei dispositivi Ics accessibili dall’esterno usano protocolli di connessione a Internet deboli, che permettono ai criminali di condurre attacchi “man in the middle”.

 

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