Lasagne Findus senza tracciabilità

La notizia della presenza di carne di cavallo all'interno di lasagne confezionate, il cui ragù avrebbe dovuto essere realizzato con carne di manzo, è stata diffusa con grande enfasi. Ma molti si sono affrettati a spiegare l'assenza di rischio in Italia, “perché i generi alimentari sono tutti tracciati e identificabili dall'etichetta”. Un'affermazione particolarmente grave quando sostenuta da politici che dovrebbero conoscere le leggi in vigore. Infatti la normativa sull'etichettatura dei generi alimentari fissa l'obbligo di indicare la provenienza delle sole carni fresche poste in commercio. Al contrario non è ancora in vigore la completa tracciabilità delle carni trasformate. Anche se, e qui emerge la truffa alimentare, sull'etichetta dovrebbe essere indicato l'esatto contenuto degli alimenti.
Del resto, come ha spiegato il ministro francese Benoit Hamon: “La società francese Poujol, holding a cui appartiene il gruppo Spanghero, che ha venduto attraverso Comigel la carne alla britannica Findus, l'aveva acquistata surgelata da un trader cipriota, che aveva subappaltato l'ordine a un altro trader in Olanda, il quale si è a sua volta rifornito da un macello in Romania...”. Un intreccio, forse anche criminale, che solo un efficiente sistema di tracciabilità potrebbe rivelare.
La vicenda, inoltre, porta alla ribalta il problema del falso Made in Italy, che ogni anno fattura 50 miliardi di euro: in Inghilterra le lasagne Findus vengono commercializzate con il nome di “Beef Lasagne”, mentre in Francia si chiamano “Lasagnes Bolognaise”.

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