Le aziende alimentari vogliono continuare a investire

Oltre la metà delle aziende italiane attive nel settore alimentare vuole continuare sulla strada degli investimenti, ma chiede che il Governo intervenga con riforme concrete di quella burocrazia che oggi scoraggia e blocca ogni iniziativa.

É questo il risultato di un'indagine condotta da Format Research per Federalimentare. Uno studio dal quale emerge la volontà degli imprenditori del settore di investire in innovazione e qualità dei prodotti.

Secondo l'indagine sono quattro gli ingredienti che stanno favorendo il rilancio dell'economia di settore. Il primo è rappresentato dal programma di acquisto dei titoli di stato deciso dalla Banca Centrale Europea, indicata da circa 1 impresa su 3 come un fattore centrale per favorire la ripresa. A questo si aggiunge, secondo il 29% del campione, il fattore competitivo, dato dalla diminuzione del prezzo del petrolio, mentre il 30% indica come il favorevole cambio euro/dollaro si stia dimostrando un elemento decisivo per il rilancio delle esportazioni. Condizioni di scenario a cui si accompagna il programma di riforme strutturato dal governo. In particolare mercato del lavoro e Jobs Act che, secondo un quarto delle imprese, ha creato condizioni più favorevoli per l'assunzione stabilizzata dei lavoratori.
L'export si conferma uno dei nodi centrali per il rilancio dell'economia. Nel mondo cresce la richiesta del food Made in Italy e Federalimentare, insieme al Governo, ha lanciato un piano di promozione del settore. Ma la strada è lunga: il 2014 si è chiuso a 27,1 miliardi, con una crescita del 2,7% rispetto all''anno precedente, e Federalimentare stima di chiudere il 2015 con una quota di export vicina ai 29 miliardi di euro. Le esportazioni dovrebbero essere  in grado di raggiungere i 50 miliardi di euro da qui al 2020.

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