Le rinnovabili non bastano

Efficienza energetica

Un kWh comporta l'emissione di 0,5 kg di CO2. A questa equazione siamo ormai abituati. Ma, come per tutti i numeri, rappresenta un valore spesso difficilmente percepibile. Per questa ragione, all'apertura di 'Abb Energy Efficiency Award 2010', l'iniziativa di Abb che premia l'impegno delle aziende per l'efficienza energetica, il Local Division Manager Paolo Leone ha ricordato che un kWh corrisponde all'energia assorbita da una delle nostre auto quando guidiamo, per quattro minuti, in centro città.
La stessa energia è necessaria per cuocere una torta nel forno domestico.
Economicamente, questo significa un costo inferiore a 20 centesimi. “Per assorbire mezzo chilo di anidride carbonica”, ha fatto notare Leone, “un albero ha però bisogno di quasi 20 giorni...” Bastano pochi dati per farci riflettere su quanto sia fondamentale investire in efficienza energetica. Un investimento che permette di ridurre i costi e l'impatto ambientale, con vantaggi per la salute e l'economia.

Meglio essere efficienti

Per ridurre i consumi energetici, senza intaccare la competitività del sistema Paese, sono state promosse numerose iniziative anche a livello governativo. I risultati, come ha spiegato Rino Romani, responsabile dell'unità tecnica dell'efficienza energetica (Utee) di Enea, sono andati addirittura oltre le aspettative. In base ai calcoli effettuati dalla stessa Utee è emerso, infatti, che “a fine 2009, le azioni del Governo italiano hanno permesso di risparmiare 45 GWh, ovvero 10 GWh in più rispetto a quelli preventivati come l'obiettivo per il 2010”.
A supporto dell'importanza di queste decisioni, Romani ha ricordato che le fonti energetiche alternative rappresentano, sicuramente, un'opportunità: “Non possiamo però dimenticare che per produrre, in un anno, 45 GWh sarebbero stati necessari 300 km² di pannelli solari. Per questa ragione l'efficienza rappresenta una priorità rispetto agli investimenti in energie rinnovabili”.

Un'eccellenza italiana

Anche Gilberto Callera, presidente di Wec (Word Energy Council) Italia ha ricordato come, da un punto di vista prettamente economico, le fonti alternative sono ancora caratterizzate da un costo maggiore rispetto a quelle tradizionali. Anche queste ultime, però, stanno progressivamente cambiando. Al punto che, in Italia, le raffinerie si rivelano oggi economicamente non più redditizie. “Un messaggio ben compreso dai Paesi emergenti”, ha spiegato Callera, “dove vengono realizzate nuove centrali che, pur sfruttando fonti energetiche tradizionali, sono caratterizzate da un'altissima efficienza. Al contrario dell'Italia dove, attualmente, non si investe in nuove infrastrutture”.
A fronte di un simile scenario, Callera ha ribadito la necessità di massimizzare le iniziative indirizzate all'ottenimento di una sempre migliore efficienza, così da evitare qualunque spreco dell'energia di cui disponiamo. Un messaggio ben compreso dalle industrie nazionali. Al punto che l'Italia è oggi uno dei Paesi caratterizzati da reali eccellenze proprio nell'ambito dell'efficienza energetica. Un vantaggio che, ha concluso Callera, “non abbiamo però saputo sfruttare. Oggi ci troviamo così a competere con Paesi che stanno migliorando molto rapidamente anche in questo settore. Le aziende italiane hanno dimostrato di essere innovative e preparate nello sfruttare le tecnologie per accrescere l'efficienza energetica, ma è necessario continuare a investire. Anche perché, in un Paese con limitate fonti energetiche proprie, questa è l'unica cosa che possiamo fare: non servono nuove centrali, servono iniziative intelligenti”.

I motori dell'efficienza

Tra le iniziative più efficaci, in ambito industriale, spicca l'utilizzo di tecnologie più efficienti per i sistemi motorizzati. Questo perché, come ha ribadito Alessandro Pueroni, Product Management Standard Drives & Plc, i motori ad alto rendimento possiedono una maggiore efficienza intrinseca. Così come l'utilizzo degli inverter permette di ottenere una regolazione ottimale del carico”. Purtroppo, però, troppe volte l'attenzione degli uffici acquisti è concentrata sul prezzo iniziale di un motore. Dimenticando che, nella valutazione complessiva del costo di un motore, evidenziato dal concetto di Life Cycle Cost, l'acquisto incide solo per il 2%. Mentre la quasi totalità delle spese è imputabile ai consumi energetici, la cui riduzione ha effetti economici decisamente positivi. È quindi necessaria una crescita culturale che, come ha spiegato Pueroni, “sposti l'attenzione ai costi complessivi”.
Tutti gli studi di mercato, in effetti, concordano sui vantaggi offerti dai motori che, grazie ad un elevato rendimento, possono ridurre i consumi anche del 10%. Una contrazione delle bollette che permette un rientro dell'investimento compreso fra uno e tre anni, nel caso in cui venga sostituito un motore funzionante. Mentre il Roi è tipicamente inferiore a 10 mesi quando, dovendo rimpiazzare un motore guasto, venga investita una cifra leggermente maggiore per dotarsi di un'apparecchiatura ad alto rendimento.
Considerazioni simili valgono anche per gli inverter, capaci di adattare le performance del motore in funzione dell'effettiva efficienza, erogando così la sola potenza effettivamente necessaria. Anche in questo caso il ritorno dell'investimento dipende da numerosi fattori e i risultati migliori si ottengono applicando una simile apparecchiatura a pompe e ventilatori. In questo caso, infatti, i ritorni sono stimabili, mediamente, tra 6 e 18 mesi.
I risultati presentati da Pueroni sono confermati, concretamente, proprio dai premi annuali che Abb ha attribuito ai propri clienti, capaci di investire per migliorare la propria efficienza energetica, sia nell'ambito industriale sia in quello terziario: Accenture, Fiera Milano, Rft del Gruppo Skf e Unicalce.
Nell'ambito della produzione industriale, meritano di essere citati i casi di Skf e Unicalce. Quest'ultima ha installato un motore ad alto rendimento, corredato da inverter, sull'impianto di ventilazione del filtro di un forno di cottura, con un abbattimento dei consumi energetici di oltre 765mila kWh e un ritorno dell'investimento inferiore a 9 mesi.
Un risultato analogo è stato ottenuto da Rft, che fa parte del Gruppo Skf. L'azienda, avendo installato specifici inverter sui dieci estrattori di fumi e su una pompa, ha ridotto di 200 MWh all'anno i consumi energetici, oltre ad avere limitato le sollecitazioni meccaniche sull'impianto. Un effetto positivo che si aggiunge alla riduzione dei costi. 

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