L’Ilva di Taranto è in vendita

Sta per essere scritto un nuovo capitolo nell'annosa vicenda del gruppo Ilva di Taranto, da anni al centro di una serie di polemiche. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha infatti firmato il decreto che autorizza l’esecuzione del programma di cessione dei complessi aziendali predisposto dai tre commissari Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi.

L'invito a “manifestare interesse all’operazione di trasferimento dei complessi aziendali del gruppo” è stato pubblicato, con l'obiettivo di “consentire l’espletamento delle relative procedure entro il temine del 30 giugno 2016, come previsto dal decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 4 dicembre scorso”.

Si tratta di un bando importante, in quanto l'Ilva è la principale acciaieria europea, oltre ad essere un impianto strategico per l’economia italiana. Sono inoltre in vendita altre sette società del Gruppo: Ilva Servizi marittimi, Ilvaform, Innse Cilindri, Sanac, Taranto energia, Socova e Tillet. Le manifestazioni di interesse a partecipare alla procedura per l'individuazione del partner dovranno essere presentate a partire dal 10 gennaio e "pervenire entro e non oltre" il 10 febbraio. Possono partecipare imprese "di qualsiasi nazionalità sia individualmente che in cordata", che "siano in grado di garantire la continuità produttiva" del'Ilva "anche con riguardo alla garanzia di adeguati livelli occupazionali".

Al processo di auspicato rilancio dell’impianto contribuirà anche la trasformazione della fonte energetica fondamentale da carbon coke a gas, necessaria per conciliare la salute delle persone e le esigenze produttive. L'impiego del gas naturale e del cosiddetto preridotto, infatti, abbatte del 100% le emissioni nocive e del 60% quelle di CO2.

I 20 miliardi di metri cubi di metano provenienti dall’Azerbaigian, insieme ai giacimenti recentemente scoperti in Egitto dall’Eni e a quelli in esercizio in Basilicata potrebbero assicurare all’Ilva forniture di gas illimitate, potendo così presentare la produzione di acciaio italiana e europea come una delle poche compatibili con l’ambiente e con la salvezza del pianeta e dei suoi abitanti.

 

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