Machinery più competitivo con il virtual commissioning secondo Idc e Siemens Industry Software

Progettazione e simulazione
Quali sono le principali preoccupazioni di business delle aziende operanti nel machinery? Quale spazio di investimento è riservato da questi player al virtual commissioning?
Sono le domande chiave dell'indagine svolta lo scorso novembre da Idc Manufacturing Insights presso 80 aziende italiane del settore macchinari industriali e commissionata da Siemens Industry Software che, per commentarne i risultati, ha ospitato, lo scorso 1 marzo, alcuni utenti del settore machinery presso la Cantina di Soave nel Borgo Rocca Sveva, nel veronese.

"Tre sono le problematiche principali espresse dalle aziende interpellate: l'espandersi del loro business in nuovi mercati, l'aumento dei costi e il calo della redditività, la crescente complessità dei prodotti", ha dichiarato Pierfrancesco Manenti, Head Idc Manufacturing Insights. "Preso atto di queste difficoltà, le strategie che le aziende sono propense a seguire per i prossimi due anni sono lo sviluppo di servizi aggiuntivi intorno al prodotto, lo sfruttamento di nuovi mercati e segmenti di clientela e l'offerta di prodotti sempre più personalizzati".

Le aziende del settore stanno quindi ripensando i loro modelli di business, focalizzandosi sempre più sull'unione tra prodotto e servizio e sul fornire prodotti sempre più personalizzati, che comportano anche un aumento di complessità nella loro progettazione e realizzazione.

Proprio la complessità è la parola chiave che determina l'importanza del concept di prodotto. Come ha detto ancora Manenti: "Tra gli aspetti considerati più rilevanti in termini di contributo al successo aziendale, il concept di prodotto è risultato al primo posto". Il concept di prodotto deve essere studiato nei minimi dettagli, contemplando anche i processi produttivi che poi concorreranno alla realizzazione del prodotto stesso: ecco perchè occorre che le aziende si confrontino con il virtual commissioning, ossia con l'utilizzo di modelli virtuali che simulino, in 3D, i sistemi meccanici, elettrici e dei software di controllo e che consentano di validare l'operatività di un sistema di produzione prima della sua implementazione fisica.

"L'indagine ha mostrato che tutte le aziende conducono una validazione sul campo e che solo poco più del 2,5% delle realtà consultate opera una validazione esclusivamente virtuale", ha precisato Manenti. Mentre simulazione meccanica e simulazione meccanica-elettronica sono piuttosto consolidate, l'idea di affidarsi esclusivamente al 3D per testare prodotti e processi è ancora lontana dall'essere praticata. "Il 21,8% delle aziende sentite intende investire in virtual commissioning nei prossimi due anni".

La volontà di implementare progetti di simulazione e virtual commissioning è emersa anche tra le aziende presenti all'incontro organizzato da Siemens Industry Software, non senza evidenziare alcune criticità.
"Passaggi di questa portata implicano anche un cambiamento culturale, perchè si tratta di rivedere processi che coinvolgono più figure professionali in aziende", ha detto Christian Cisco, Production Manager di Sinico, azienda vicentina di macchine utensili per la lavorazione di tubi e barre.
"In un'ottica di efficienza, già nella fase di concept di prodotto devo avere chiara l'idea dei costi che si dovranno affrontare, questo è l'elemento decisivo", ha evidenziato invece Pierluigi Passera, direttore R&S di Vimar, azienda che realizza a Marostica (VC) la sua gamma di prodotti per il settore elettrico e la domotica.
Problematiche, e soluzioni, di efficienza e standardizzazione sono state evidenziate anche da Villiam Alberini, R&D Innovation Manager di Landi Renzo, azienda di primaria importanza nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione alternativi a Gpl e metano per autotrazione, che con l'implementazione di NX e Teamcenter sta completando un processo di standardizzazione e integrazione dei processi di progettazione dei suoi prodotti.

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