Meccanica varia, preconsuntivo 2009 a -14%, più stabilità nel 2010 con -0,4%

Mercato

I dati congiunturali di preconsuntivo 2009 e le previsioni per il 2010 del comparto della meccanica varia, elaborati dall'Ufficio Studi di Anima, evidenziano un calo produttivo consistente, ma contenuto in confronto ad altri settori, dopo ben quindici mesi di crisi a livello mondiale. La produzione industriale 2009 ha subito un forte decremento (-14%), in gran parte legato alla contrazione dell'export (-16,2%), settore tradizionalmente trainante della meccanica varia italiana, accentuato anche dal concomitante aumento della concorrenza da parte dei paesi emergenti. La flessione degli investimenti è stata altrettanto significativa (-12,8%), anche in considerazione della stretta creditizia.

Le previsioni indicano una produzione sostanzialmente stabile nel 2010 (-0,4%), così come le esportazioni (+0,2%). Il trend negativo degli investimenti dovrebbe continuare (-2,1%) pur se ridimensionato, l'incertezza diffusa del periodo e la mancanza di liquidità non consentono di sviluppare grandi progetti. Il calo nei livelli occupazionali 2009 (-2,5%), limitato grazie al massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali, proseguirà attenuato nel 2010 (-1,2%).

Il presidente di Anima Sandro Bonomi ha commentato con cauto ottimismo. “I dati del comparto della meccanica presentati oggi riassumono la situazione di un anno di recessione che ha sconvolto l'economia mondiale. Gli effetti di questa crisi si faranno sentire ancora a lungo, ma un cauto recupero dell'attività industriale ci fa sperare in una possibile ripresa a medio termine. Per tornare ai livelli pre-crisi dovremo attendere almeno il 2012. Oltre alla crisi dobbiamo fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti che si stai rafforzando e nel contempo noi abbiamo assoluta necessità di espandere i nostri orizzonti proprio verso quei mercati. Per questo nel 2009 abbiamo siglato nuovi protocolli d'intesa con le analoghe associazioni della meccanica brasiliana e russa. Abbiamo bisogno di sviluppare rapporti di collaborazione stretti e continui con questi mercati ma, per farlo, dobbiamo presentarci  forti di un bagaglio tecnologico rinnovato in grado di mantenere elevato il tasso di valore aggiunto della meccanica Made in Italy. In questo senso, l'unica via per uscire dalla crisi è sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione.”

Per quanto riguarda l'opera del Governo e delle Istituzioni Bonomi plaude ad alcune iniziative, come la Tremonti Ter, ma sprona a fare di più. “Il Governo sta facendo molto per aiutare le imprese. La Tremonti Ter è un buon inizio ma per produrre effetti sui nostri settori è fondamentale prolungarla di almeno un anno. Occorrono numerosi mesi di lavoro per produrre macchinari e impianti industriali, dobbiamo passare dalle misure d'emergenza anticrisi a iniziative strutturali per supportare la ripresa in modo da sfruttare il vantaggio competitivo di una meccanica Made in Italy che ha subito la crisi in misura minore rispetto alla media degli altri Paesi europei, i quali hanno ridotto la produzione 2009 del 20%, secondo le elaborazioni di Orgalime”.

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