Migliora l’efficienza energetica

Il Piano di Azione Nazionale per l'Efficienza Energetica (Paee) si pone l'obiettivo di ridurre in modo sostanziale i consumi energetici in Italia. Un obiettivo che, stando al rapporto Enea presentato nelle scorse settimane, appare sempre più vicino. Sulla base dei dati consolidati ai 31 dicembre del 2012, gli ultimi sui quali gli esperti hanno lavorato in modo integrale, il risparmio energetico complessivo ha raggiunto i75mila GWh/anno, facendo meglio del 30% rispetto al 2011. Un valore che porta a raggiungere il 60% dell'obiettivo fissato dal Paee per il 2016.

Uno dei settori più virtuosi è stato proprio quello industriale che, insieme al residenziale, ha contribuito all'80% del risparmio totale. In particolare, secondo gli esperti Enea, l'industria ha raggiunto questi ottimi risultati grazie all'adozione di tecnologie più innovative riguardanti l'impiantistica di supporto ed i processi produttivi, la cogenerazione ad alto rendimento, i motori elettrici ad alta efficienza e il recupero di calore dai processi produttivi e l'efficientamento energetico.

Vale però la pena di sottolineare come l'intensità energetica dell'industria abbia mostrato un andamento tendenzialmente crescente fino al 2003, seguito da una fase decrescente che si è accentuata negli ultimi anni, determinata principalmente dai settori chimica, metallurgia, meccanica, alimentare e tessile. Nel periodo 2003-2011, invece, l'industria manifatturiera ha fatto registrare un miglioramento dell'intensità energetica pari al 26,3%.

Analizzando i dati in modo ancor più specifico, emerge come l'indice generale della produzione industriale abbia registrato, nel 2012, una diminuzione del 6,1% rispetto al 2011. Le flessioni più accentuate si registrano nei comparti delle apparecchiature elettriche e non elettriche per uso domestico (‐11,8%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (‐10,6%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (‐9,3%) e dell'industria del legno, carta e stampa (‐9%).

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