Network Automation: l’Italia tiene il passo, lo svela una ricerca Idc

La ricerca Network Automation As a Key Part of IT Strategy: Drivers, Benefits and Impact on Your IT Team in Italy, realizzata da Idc per conto di Juniper Networks, ha indagato il livello di adozione della automazione di rete e quanto è considerata strategica all’interno del processo di trasformazione digitale.

“La Network Automation - ha affermato Mario Manfredoni, country manager per l’Italia di Juniper Networks (nella foto) - è oggi considerata l’unico modo per governare la crescente complessità delle reti. I fronti maggiormente indagati sono quelli relativi a  server, storage - la base del cloud - e sicurezza”.

La ricerca, molto estesa, è stata condotta a livello europeo e ha coinvolto 600 imprese con più di cento addetti, tra cui diversi operatori di telecomunicazioni. In Italia, le aziende interpellate sono state un centinaio e ciò che è emerso, relativamente al mercato italiano, è che  il 41% adotta la Network Automation in modo moderatamente avanzato.

“Tra le aziende italiane di medie e grandi dimensioni non vi sono ritardi nell’adozione delle tecnologie emergenti in ambito Ict - commenta  Daniela Rao, senior research and consulting director Idc Italy -, un ritardo che invece risulta marcato tra le Pmi e, considerando che queste strutture sono molte in Italia, la strada è ancora lunga”.

I risultati di questa ricerca sono stati commentati in occasione del Customer Summit annuale di Juniper Network, leader nelle reti automatizzate scalabili e sicure, che si è svolto lo scorso 14 novembre. Il tema dell’evento ,dedicato a Cio e IT manager che stanno affrontando la trasformazione digitale, è stato “Le Self-Driving Network: Automation to Autonomy” e il programma ha previsto momenti di formazione, highlight sulle più recenti innovazioni e discussioni sul futuro delle reti autonome.

Più efficienza e maggior sicurezza. Le ragioni che guidano l’automazione delle reti sono principalmente due: il miglioramento dell’efficienza e un più elevato livello di sicurezza. La connettività estesa ha aumentato enormemente il rischio di attacchi informatici. “L’intelligenza a livello di rete e le funzioni di automazione intervengono per bloccare le minacce, attivando azioni di cibersecurity, fino a individuare macchine infettate e a bloccarne la funzionalità”, spiega Manfredoni.

Dalla ricerca emerge che circa la metà del campione delle imprese italiane (52%) sostiene che la network automation ridurrà molto i rischi derivanti dalle minacce cyber e contestualmente anche l’errore umano.

Il maggior beneficio evidenziato, dal 48% del campione, è la riduzione di downtime e dataloss (tempi di caduta della rete e perdita di dati), la risoluzione in modo automatizzato di una buona percentuale di alert (47%) e la riduzione dei tempi di risoluzione (46%).

Tra le barriere da superare c’è quella  culturale. Education e formazione saranno indispensabili, e non solo per lo staff IT. Inoltre, il ruolo del fornitore di network automation sarà quello di affiancare le aziende in un percorso di evoluzione, studiando la soluzione più performante.

Secondo gli analisti, nel prossimo decennio  le reti saranno al centro del mondo Ict, perché dovranno garantire la massima connettività tra macchine, oggetti, sistemi e persone.

 

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