Pmi: approccio positivo verso la digital trasformation

Il processo di trasformazione digitale del manifatturiero italiano sembra proprio essere avviato. Questo è in estrema sintesi il risultato della ricerca condotta da Sap Italia in collaborazione con Sda Bocconi e Devo Lab su un campione di circa 1.200 pmi italiane. Il 63% delle aziende manifatturiere intervistate ha già concluso (27%) o ha già lanciato (36%) almeno un’iniziativa di digitalizzazione, mentre il 13% ha dichiarato l’intenzione di farlo entro il 2017.

La ricerca. La consapevolezza  che la trasformazione in atto nel mondo industriale è una strada inevitabile è data anche dall’attenzione da parte della proprietà delle aziende a queste tematiche. Dall’analisi dei dati, emerge, infatti,  che  le figure di governo prevalenti, oltre al Responsabile dei Sistemi Informativi (indicato nel 48% dei casi), sono la prima linea manageriale, con il Ceo-Direttore Generale nel 40% dei casi e la Proprietà nel 36%, a testimonianza del fatto che la digitalizzazione è un fenomeno pervasivo rispetto all’organizzazione, che richiede competenze tecniche molto profonde e un elevato livello di coinvolgimento delle figure apicali dell’azienda.  Un altro segnale che indica maturità di approccio proviene alla gestione economica: nel 65% dei casi analizzati il budget per le attività di digitalizzazione viene preso da quello aziendale globale, mentre solo nell’11% dei casi ogni divisione dispone di un suo budget specifico.

La tendenza a sostenere nei prossimi anni gli investimenti in digitalizzazione con il 41% delle aziende manifatturiere che dichiarano un incremento di risorse è una ulteriore conferma che la direzione è stata intrapresa. Tra gli obiettivi principali delle iniziative di digital manufacturing troviamo l’aumento della produttività del lavoro (43%), lo sviluppo della qualità dei prodotti (40%), la maggior flessibilità produttiva (29%) e il miglior utilizzo degli asset produttivi (25%). Sul fronte delle tecnologie abilitanti, il Cloud computing e la robotica avanzata sono le due tecnologie su cui si sta lavorando con maggior intensità e da cui sono attesi gli impatti più importanti.

L’importanza della visione strategica. “Industria 4.0 non è una tecnologia, ma un paradigma”, ha affermato Gianluca Salviotti, Sda Professor di Sistemi Informativi,  Sda Bocconi School of Management, in occasione della presentazione della ricerca,  “le aziende sono impegnate a costruire l'infrastruttura, di processo e tecnologica, su cui basare le fondamenta del percorso verso i paradigmi dell'Industria 4.0”.  Secondo Salviotti, il digitale entra nelle aziende manifatturiere secondo due direttrici, che in alcune realtà tendono a ricongiungersi: la Digitization, che si riferisce ai  prodotti intelligenti e connessi, e la Digitalization, che è invece l’adozione di tecnologie digitali nei processi. Queste due direttrici portano alla Digital trasformation, che coinvolge l’intera realtà aziendale.

Per questo è fondamentale avere una chiara visione di dove si vuole andare per poter mettere a punto un piano di azioni mirato e lungimirante.  Carla Masperi, Coo di Sap Italia (in foto), condivide il concetto che la digitalizzazione coinvolge tutta l’azienda e non solo la componente produttiva. “Per questo motivo", ha spiegato Masperi, "non si parla solo di Industry 4.0, ma anche di Value Chain 4.0.  Con Sap Leonardo, che si basa sulla piattaforma Sap Hana e offre applicazioni IoT intelligenti, servizi di business per lo sviluppo, servizi tecnici per processare dati e informazioni ad alta velocità a livello di singolo dispositivo, Sap intende offrire il suo supporto alla Digital Trasformation”.

Pubblica i tuoi commenti