Progettare la ripresa

Progettazione

Archiviato il 2009, che ha fatto registrare un calo del 20% nei volumi di vendita, Eplan Italia guarda con ottimismo all'anno in corso e conta di tornare ai livelli del 2008 in due, tre anni. “Il 2010 sta dando qualche segnale di ripresa”, afferma Massimo Soldati, amministratore delegato dell'azienda di Vimodrone, in provincia di Milano. “Ci sono ancora diverse aziende in difficoltà, ma sul mercato si nota anche un certo interesse nel reinvestimento in tecnologie di produzione, soprattutto nei settori manifatturieri più avanzati, come il confezionamento l'alimentare, il farmaceutico, le macchine per la lavorazione del legno e del vetro, e nell'ambito dei grandi impianti”.

In una sua precedente intervista, affermava che l'attuale congiuntura economica ha portato un'esigenza più forte di flessibilità nei pagamenti. Siamo ancora in questa situazione?

La nostra filosofia è agevolare il cliente laddove possibile, perciò continuiamo a operare così. Negli ultimi anni molte aziende si sono trovate in difficoltà: in alcuni casi si trattava di aziende già in situazioni critiche, in particolare nei settori più maturi, come quello della macchina utensile classica, alle quali la congiuntura negativa ha dato il cosiddetto 'colpo di grazia', in altri di aziende che hanno registrato dei cali ma che hanno saputo recuperare, facendo leva sulla loro capacità di sviluppare tecnologia.

Nello sviluppo di tecnologia i software di progettazione sono fondamentali. Perché un'azienda, anche se in difficoltà, dovrebbe scegliere di progettare con Eplan?

Le nostre soluzioni hanno prezzi elevati, ma sono così profittevoli che i tempi di ammortamento, per l'azienda che le sceglie, sono molto ridotti, anche nei casi in cui si passa a Eplan da un sistema concorrente. In media, nell'arco di tre, sei mesi, l'investimento è ammortizzato. Tale aspetto fa sì che la scelta di una soluzione Eplan sia sempre vincente, anche se l'azienda la dovesse compiere in momenti economicamente difficili.

Dal punto di vista dei settori in cui operate, quali sono quelli più predisposti all'innovazione nei sistemi di progettazione?
Operiamo in modo trasversale in più industrie e onestamente è difficile identificare interi settori più, o meno, propensi all'innovazione. Potrei dire che i costruttori italiani di macchine per il confezionamento sono sempre molto attenti alle novità, non a caso molti di loro hanno fama internazionale, mentre altri settori, come il tessile e il chimico, sono strutturalmente in crisi da anni e non brillano certo per propensione all'innovazione. Molti riflettori sono poi puntati sul settore dell'energia e delle fonti alternative, ma a mio parere si tratta di un mercato di sbocco che, per ora, non sta producendo grandi numeri in termini di fatturato.

Il fatto di operare in più industrie vi offre un osservatorio privilegiato sulle diverse esigenze di progettazione. Che cosa si chiede, oggi, a un software cae? E come risponde Eplan alle tendenze espresse dal mercato?

Nel mondo sono 57mila le aziende che usano le soluzioni Eplan e, dato ancora più interessante, la fidelizzazione media dei nostri clienti è di 18 anni. Con un parco installato così numericamente importante, è ovvio che le soluzioni da noi sviluppate tengano conto delle esigenze espresse dal mercato che, ultimamente, sono concentrate sui problemi di gestione dei progetti e d'integrazione della progettazione in aree come il plm e l'erp.

In molte realtà italiane, tuttavia, è spesso ancora il progettista che, fisicamente, passa le informazioni ai vari reparti aziendali. L'integrazione di cui si parla esiste davvero?

Nella realtà delle nostre aziende non c'è una propensione innata a gestire grandi numeri e questo può diventare un limite nell'approcciare sistemi integrati che, in molte situazioni, non si reputa necessario implementare. Bisognerebbe aprire una parentesi più ampia su una mentalità che fatica a svincolarsi dalle radici artigianali della nostra imprenditoria, una matrice che ne ha fatta la fortuna, in quanto a creatività e flessibilità, ma che rischia di limitare, nel complesso, le potenzialità della nostra industria.

Sta dicendo che le aziende italiane sono poco ricettive quando si parla di novità tecnologiche?
Più che essere poco ricettive rispetto alle novità, le aziende non cambiano velocemente i loro sistemi per la progettazione. Va detto che il ciclo del prodotto per la progettazione è lungo; se servono circa cinque anni per portare a termine il progetto d'installazione e utilizzo di una nuova release, è ovvio che per diversi anni si continuerà a usare quella versione. A maggior ragione, questo accade quando si tratta di dotarsi di soluzioni molto performanti: pensiamo, ad esempio, a Eplan Electric P8, un software che offre moltissimo in termini di funzionalità e di efficienza ma che, per essere utilizzato al meglio, richiede un cambio di approccio alla progettazione che, a sua volta, necessita di un po' di tempo.

Questo significa che il contenuto così rivoluzionario di Eplan Electric P8 ne limita una più larga diffusione sul mercato?

Sicuramente Eplan Electric P8 è un prodotto ben accolto e apprezzato nel caso di avvio di nuovi progetti, perché l'azienda parte da zero e innova tutto il suo parco di soluzioni di progettazione. Nei casi in cui non ci sono risorse sufficienti per un ammodernamento totale e bisogna fare i conti con situazioni precedenti, ancora ben radicate, la sua implementazione è un po' più lunga. Ad ogni modo, un'azienda lungimirante dovrebbe trovare le risorse per rinnovarsi anche nei momenti in cui il mercato è fermo, proprio come nel caso della recente crisi.

Ci sono state, tra i vostri clienti, aziende che hanno approfittato della congiuntura negativa per dedicarsi al rinnovamento delle loro strutture?
Certamente. Diverse realtà di spicco nei loro settori di appartenenza, dalla produzione di macchine per la refrigerazione biomedicale a quella di macchine per movimento terra, hanno approfittato di questo periodo di crisi per attivarsi nell'innovazione del loro processo di progettazione. In questo modo, quando il mercato si sarà ripreso, saranno pronte per soddisfare al meglio la domanda.

Anche Eplan si è 'preparata' in questo senso, presentando la scorsa primavera la versione beta di Eplan Electric P8 2.0. Che cosa può dirci al riguardo?

Eplan Electric P8 2.0, che inizierà a essere distribuito in Italia tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, amplia le performance della release precedente, aumentandone l'affidabilità e la capacità di supporto pratico alla progettazione. Tra le tante nuove caratteristiche, cito la funzione 'dispositivo protetto', che consente di conservare, anche in caso di comandi grafici di eliminazione, i dati di progetto. La protezione dei dati è stabilita liberamente nella definizione parti della piattaforma Eplan, cosa che assicura la trasparenza delle documentazioni complete del progetto e rispetta i requisiti della nuova Direttiva Macchine.

Per chiudere le chiedo un commento sull'importanza del servizio al cliente per un'azienda come Eplan, per la quale il filo diretto con gli utenti è linfa vitale.

Le nostre soluzioni, come tutti i prodotti software, sono immerse in quella dinamica di amore-odio tipica del rapporto tra utente e strumento informatico. Le risposte che abbiamo dai clienti sono quindi fondamentali per capire dove migliorare e, di conseguenza, dove collocare le risorse che ci consentano di farlo. Su un'utenza così ampia come la nostra, con decine di migliaia di utenti, ci troviamo ad affrontare le situazioni più disparate ma, in generale, abbiamo riscontri positivi sui servizi di assistenza. Un nostro punto di forza, è importante rilevarlo, è che l'assistenza Eplan è sempre fornita da tecnici interni all'azienda, che conoscono perfettamente il prodotto.

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