Programmare la crescita per l’industria elettrotecnica ed elettronica dopo un 2012 difficile

Mercato

Il fatturato delle imprese Anie è sceso del 12% nel 2012, un calo che si somma al -4,2% del 2011: l'industria elettrotecnica ed elettronica ha chiuso l'anno con 63 miliardi di euro di fatturato aggregato (erano 71
miliardi nel 2011),
29 miliardi di euro di esportazioni (29 miliardi anche nel 2011)
e 425mila addetti (450 mila nel 2011).
"Il settore ha toccato
il livello minimo di produzione industriale dall'inizio degli anni Novanta, facendo un balzo indietro di 25
anni.
Ci preoccupa soprattutto il continuo calo della domanda interna che, per alcune
tecnologie, è stato drammatico", ha detto il presidente di Anie Claudio Andrea Gemme nel corso dell'Assemblea annuale 2013 di Confindustria Anie dello scorso 1° luglio. "La debolezza del mercato interno è strutturale e non può
essere compensata dall'apertura ai mercati esteri.
Nell'ultimo triennio il ritmo di crescita delle esportazioni dei settori
Anie si è notevolmente ridotto, soffrendo il rallentamento della
ripresa globale", ha continuato Gemme. Nel 2012 le esportazioni settoriali, che l'anno precedente avevano
evidenziato una maggiore tenuta (+5,3%) hanno registrato una forte
riduzione (-0,6%).
Le strategie di espansione nei mercati extra europei più dinamici hanno
arginato solo in parte l'andamento negativo dell'area europea (-4,5%).

"Per tentare di invertire questa tendenza", ha proseguito Gemme, "è necessario programmare in modo serio la crescita del Paese". Proprio questa necessità è stata al centro del dibattito dell'Assemblea annuale, una priorità condivisa da tutti i relatori presenti, dal vicepresidente della Commissione europea e commissario
responsabile di Industria e imprenditoria Antonio Tajani, al Ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi e al presidente di
Confindustria Giorgio Squinzi. Per programmare la crescita, Anie ha proposto una roadmap in cinque punti: il ritorno alla manifattura, supportando gli investimenti in ricerca e sviluppo; il passaggio da una Strategia Energetica Nazionale a un Piano Energetico Nazionale, con un programma di messa in sicurezza e riqualifica energetica degli edifici privati e pubblici, un piano di revamping degli impianti industriali e il passaggio dalla generazione centralizzata a quella distribuita, agendo sulla rete con un approccio smart; la definizione di un piano dei trasporti realistico, integrato e sostenibile, attraverso il potenziamento della manutenzione ordinaria e straordinaria sulla rete e sulla flotta rotabile; il potenziamento della filiera, per presentarsi sui mercati stranieri come Sistema Paese Italia; l'investimento sulla formazione professionale dei giovani.

Su quest'ultimo punto si è soffermato Gemme, ribadendo l'importanza cruciale della formazione professionale per progettare l'innovazione, districarsi nei nuovi mercati e gestire il cambiamento. Nel 2013 si stima che le aziende Anie assumeranno almeno 2mila laureati, tra i quali 1.500 ingegneri.
“Il vero patrimonio di una azienda sono i suoi lavoratori", ha dichiarato Gemme. "La valorizzazione di questo capitale è ancora più importante per le nostre imprese, in cui la componente tecnologica e di specializzazione è molto alta.
Uno degli elementi sui quali si fonda il successo delle aziende è rappresentato dalla capacità di trasferire ai giovani la cosiddetta 'conoscenza tacita' che le persone accumulano durante la loro vita lavorativa. Anie è pronta a lavorare su questo tema, anche con progetti sperimentali di trasmissione di conoscenza alle giovani generazioni nel quadro di una maggiore flessibilità in uscita e di un più generale avvicinamento tra scuola e impresa”.
 

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