Quale futuro dopo l’estate ‘calda’?

La crisi finanziaria che, nelle scorse settimane, ha sconvolto i mercati mondiali giunge in un momento delicato per l'industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana. Lo conferma l'ultimo studio di Confindustria Anie dal quale emerge come il settore, dallo scorso anno, aveva intrapreso un graduale cammino di uscita dalla crisi.
Il volume d'affari aggregato del settore è infatti tornato a crescere: +4,9% a prezzi correnti nel 2010, per un valore vicino ai 56 miliardi di euro. Una ripresa sostenuta soprattutto dall'export, che rappresenta il 45% del giro d'affari complessivo e appare destinato ad aumentare nel prossimo futuro. In particolare sono cresciuti del 24,4% i “Componenti e Sistemi per Impianti”, sostenuti soprattutto dall'incremento degli investimenti e dai fenomeni di industrializzazione e urbanizzazione nei mercati emergenti.
Secondo gli analisti di Anie, l'elettronica, che nel periodo pre-crisi aveva mostrato una minore dinamicità nell'agganciare spunti di crescita oltreconfine, ha tratto particolare beneficio dal riavvio delle catene di fornitura e dai legami intra-firm nelle filiere produttive globali, con il settore Automazione e Misura in crescita del 15,1%. Più debole, invece, la ripresa interna, dove si registra solo un +4,4%.
Dati confermati nel primo semestre del 2011, con una crescita del volume d'affari aggregato del 5,0% a valori correnti. Ma già nei primi mesi dell'anno sono emersi alcuni segnali di rallentamento, con l'export cresciuto solo del 7,0%, mentre il mercato interno continua a mostrare segnali di debolezza.
Notizie positive, che dovranno essere riconfermate dopo la pausa estiva, arrivano dagli ordinativi, in ripresa anche in Italia.
Negative, invece, le aspettative sul fronte dell'occupazione, nel quale sono previste ulteriori riduzioni, anche se limitate intorno all'1%.

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