Secondo l’Onu, Parmigiano Reggiano, olio e prosciutto danneggiano la salute

La lotta a diabete, cancro e malattie cardiovascolari passa attraverso una sana alimentazione. Proprio cambiando l'alimentazione, secondo l'Onu, entro il 2030 sarà possibile ridurre del 30% i morti per queste patologie.
Da qui l'idea di spingere la popolazione mondiale a uno stile di vita e un regime alimentare più sano, riducendo l'apporto di grassi saturi, sale e zuccheri .
Per convincere le persone a cambiare la propria alimentazione, proprio l'Onu sta valutando l'0bbligo di una serie di etichette (simili a quelle utilizzate per le sigarette), con l'obiettivo di ricordare i possibili danni per la salute. Un'iniziativa che ha subito raccolto il plauso a livello internazionale, ma che, all'atto pratico, rischia di danneggiare una serie di produzioni tipiche dell'industria agroalimentare italiana, come Parmigiano Reggiano, olio e prosciutto.
In attesa delle decisioni che verranno assunte il 27 settembre a New York, durante un incontro all’assemblea generale delle Nazioni Unite, i produttori italiani sono insorti. I prodotti caratterizzati da contenuti di grassi saturi, sale e zuccheri superiori a determinai limiti potrebbero infatti essere maggiormente tassati e costretti ad apporre, sulle confezioni, etichette che indichino i possibili rischi per la salute e che, quindi, ne scoraggino il consumo.
Non si è fatta attendere la replica di Federalimentare che, in una nota, ha sottolineato come la definizione di “cibo non salutare” dell’OMS sia “del tutto arbitraria. I “profili nutrizionali” non hanno alcun fondamento scientifico. Non a caso, nel 2016 il Parlamento Europeo li ha bocciati per ben due volte a larga maggioranza”.
Come spiega Federalimentare, per “poco salutari” l’OMS intende i prodotti che hanno determinate quantità di sali, grassi e zuccheri, a prescindere dagli altri ingredienti. A farne le spese sono tutti i prodotti più tipici del made in Italy: il prosciutto perché avrebbe troppo sale, l’olio extravergine di oliva e il parmigiano per i grassi, i prodotti dolciari per gli zuccheri. “Tutti alimenti che il mondo ci invidia e che nelle appropriate porzioni rientrano perfettamente nell’ambito di una dieta sana e bilanciata.

Un’indagine Nomisma del 2016 sulle etichette a semaforo inglesi ha dimostrato che tutti i prodotti tipici italiani colpiti dal bollino rosso hanno subito forti contrazioni nelle vendite (-11% il parmigiano, -14% il prosciutto). Giudicare la salubrità di un cibo basandosi solo sul contenuto di sali, grassi e zuccheri sfavorisce inoltre gli alimenti realizzati con ingredienti naturali, incoraggiando invece la produzione e il consumo di quelli che utilizzano sostitutivi chimici”.

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