Seta di alta qualità

Automazione e distretti


È questa una storia che da più di un millennio corre lungo una via affascinante e misteriosa, che unisce la lontana Cina e l’Europa: la via della Seta. Nel nostro Paese la tradizione dell’industria serica ha radici così profonde, da apparire quasi immutabile e inattaccabile ai profani. La recessione, però, ha colpito anche questo settore, caratterizzato da alti standard qualitativi e di design e, quindi, facile bersaglio di una competizione internazionale senza scrupoli. Proprio allo scopo di recuperare competitività, il Distretto Tessile di Como ha attivato una serie di strategie operative. Si è dotato, ad esempio, di un Osservatorio per la rilevazione e il monitoraggio sistematici dell’andamento economico e sociale del distretto stesso. Il progetto ha avuto durata triennale. Durante una prima fase è stato organizzato un Forum al termine del quale è stato presentato il primo rapporto di ricerca che indagava aspetti economici e socio-culturali legati al mercato della seta e al territorio. La seconda fase del progetto ha visto l’elaborazione e il varo di azioni concrete d’intervento, monitoraggio e valutazione all’interno del distretto. Dal 2011 Sistema Moda Italia - Area Centro Studi è stata incaricata di supportare il Centro Tessile Serico nella realizzazione di servizi informativi per il monitoraggio della struttura, dei comportamenti e delle performance delle imprese tessili-seriche comasche.

Sul filo di seta
Parallelamente a questo lavoro di ricerca e sviluppo strategici, per conferire competitività alle proprie aziende, il Distretto Comasco ha percorso però anche la strada dell’innovazione tecnologica, puntando con determinazione sul miglioramento dei processi produttivi. La materia prima di base per la produzione di tessuti di seta è il filo di seta greggia ‘tratta’ proveniente in gran parte dalla Cina. Le caratteristiche qualitative di tale filo sono misurate con metodi cinesi e, in particolare, la regolarità e i difetti presenti nel filo sono valutati su delle tavole nere: il seriplano. Questo metodo è, però, molto soggettivo e non ripetibile sullo stesso campione di filo. Sui risultati di queste prove si basa ora la classificazione della seta greggia, sempre secondo un metodo cinese, e un certificato di classificazione della seta, emesso da Centri di controllo autorizzati cinesi (CIQ), è al momento obbligatorio per l’esportazione di ciascun lotto di seta greggia. D’altronde, i recenti metodi elettronici utilizzati per i filati cotonieri e lanieri non sono così sensibili da esaminare un filo di qualche decina di micron e di titolo 2,3 Tex. A causa della soggettività e variabilità del metodo di controllo tradizionale, il certificato di classificazione cinese spesso non rispecchia la qualità del lotto di seta esportato e gli utilizzatori italiani ed europei, siano essi torcitori o tessitori, frequentemente incontrano difficoltà, sia nella lavorazione di tali lotti, sia nell’ottenere una buona qualità dei tessuti. Si stima che solo il 2-3% del filo di seta prodotto in Cina e nel resto del mondo abbia la qualità necessaria per l’impiego nei processi tessili e nella realizzazione del tessuto di seta italiano, che per produrre tessuti di eccellenza necessitano di un’accurata selezione della materia prima impiegata. Da qualche anno in Cina si sta studiando un nuovo metodo di misura delle principali caratteristiche qualitative della seta greggia, basato sull’uso combinato di sensori elettronici di tipo capacitivo e ottico e il Centro Tessile Serico ha deciso affiancare i Cinesi nello studio del nuovo sistema. Nel marzo 2009, presso il Centro Tessile Serico è stato installato un sistema per il controllo elettronico Keisokki Classifault Tri Chord Flex di 12 posizioni, sostanzialmente identico a quelli installati in Cina, opportunamente aggiornato nei dispositivi elettronici di elaborazione e trasmissione dati, mentre i quattro tipi di sensori sono esattamente identici a quelli montati in Cina: ovvero un sensore capacitivo per il conteggio dei difetti e la misura del CV 5 m, un sensore ottico per il conteggio dei difetti, un sensore ‘Microeye’ per il conteggio dei tratti scuri, un sensore capacitivo per la misura del CV% e del titolo relativo. Il software d’acquisizione dei segnali dai sensori raccoglie i risultati, riassumendoli in tabelle e diagrammi. Con 12 teste di misura alla velocità di 1500 m/min si possono esaminare 300 km di filo in meno di 30 minuti e il campione esaminato riroccandosi può essere allegato al lotto ed eventualmente rianalizzato. I sensori di misura e il software dello strumento sono prodotti dall’azienda giapponese Keisokki, la roccatrice per lo svolgimento e scorrimento del filo è stata invece sviluppata dalla cinese Jiaxing Idea e dall’italiana Walter Mieli; per quanto attiene le componenti rilevanti della roccatrice, i regolatori elettronici di tensione del filo sono di Btsr Italia, mentre i motori brushless singoli di funzionamento di ciascuna testa sono di Abb Italia Allo stato dell’arte, il progetto è in fase di attuazione. Si stanno eseguendo numerose prove di ripetibilità e interlaboratorio, sia prelevando più campioni da uno stesso lotto di seta, sia ritestando lo stesso campione sui diversi strumenti per studiare la ripetibilità e la riproducibilità. Oltre 400 campioni di seta sono stati esaminati per un totale di oltre 120 t di seta, pari a circa il 10% dell’import annuo dell’Italia. Un’equipe di esperti ha proceduto alla stesura di un metodo Iso di prova per testare i filati di seta partendo dalla seta greggia, dettagliando, in particolare, gli aspetti del campionamento e preparazione del campione, specifiche e settaggio dello strumento, raccolta ed elaborazione dei dati ed espressione dei risultati. A ottobre la procedura sarà approvata in Giappone.

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