Simulati gli abissi sottomarini

Anche nel prossimo decennio il petrolio e i suoi derivati rimarranno il combustibile di riferimento. Per tale ragione le società petrolifere continuano a scavare nuovi pozzi, soprattutto al largo delle coste. Infatti nei fondali sottomarini sono stati individuati ingenti giacimenti, mentre la distanza dalle coste garantisce una certa autonomia rispetto alle crisi geopolitiche interne.
Con l'aumentare delle profondità, però, cresce anche la pressione cui sono sottoposti componenti degli impianti. Per tale ragione Atv (Advance Technology Valve), una delle quattro aziende specializzate nella realizzazione di valvole sottomarine, ha realizzato la più grande camera iperbarica ad uso civile al mondo. L'apparecchiatura, caratterizzata da un diametro interno di 2,5 m e da un'altezza utile di 7,5 m, è in grado di simulare le condizioni che si creano alla profondità di 4500 m, quando le pressioni raggiungono le 450 atmosfere.
L'intera gestione del sistema di messa in pressione è affidata ad un software, sviluppato internamente, in grado di analizzare e memorizzare i dati provenienti dai sensori distribuiti nella camera iperbarica e nel componente analizzato.
La raccolta automatica di tutte le condizioni di test, oltre che dei risultati registrati, permette ad Atv di creare una serie di procedure di prova, da riutilizzare anche in futuro, ma anche di registrare tutti i dati utili per garantire la completa tracciabilità dei prodotti.
Caratteristiche necessarie per ottimizzare i cicli di prova e la sicurezza di una camera iperbarica che l'azienda italiana mette a disposizione di aziende, Università e Centri di ricerca chiamati a testare le proprie apparecchiature.

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