Simulazione, Autodesk conferma il focus anche nelle suite 2013

Simulazione

“Gli utenti del settore manufacturing sono consapevoli del rischio di incontrare, lungo il loro percorso di sviluppo e produzione, diversi ostacoli e grandi problematiche. Quello che oggi sempre più ci chiedono, però, è di poterli individuare il prima possibile, già nei primissimi step della progettazione, in modo da affrontarli per tempo, senza trascinarli in produzione”. Lo dice Sandro Zagatti, Vertical Sales Manufacturing Italy di Autodesk, nel presentare le versioni 2013 della famiglia di prodotto Autodesk Simulation, che, sempre riprendendo le parole di Zagatti, “fornisce un approccio veloce, accurato e flessibile”, in grado di sostenere le aziende nel “prevedere, ottimizzare e convalidare i progetti prima del loro effettivo processo di produzione”.

Ispirata a “semplicità di utilizzo e semplificazione dei requisiti hardware di supporto”, la famiglia per la simulazione di Autodesk include Autodesk Simulation Mechanical, Autodesk Simulation Cfd e Autodesk Simulation Moldflow. Gli ampliamenti apportati nelle release 2013 prevedono, per Mechanical, l'interoperabilità con Autodesk Showcase 2013 per importare i dati in Autodesk Showcase e creare rendering fotorealistici, mentre per Cfd sono previsti tempi di risoluzione migliori, con la possibilità di creare in Autodesk Inventor Fusion volumi fluidi interni ed esterni associativi, di rilevare le interferenze e semplificare automaticamente i modelli. Moldflow e Moldflow Insight WS permettono ai progettisti e ai produttori coinvolti nella simulazione dello stampaggio a iniezione di adeguarsi al trend di avere progetti di peso inferiore.

All'esigenza forte della community di 'vedere i problemi in anticipo', per risolverli prima di creare prototipi fisici e avviare la produzione, Autodesk risponde anche con Simulation Dfm (Design for Manufacturing), un nuovo software per la simulazione dello stampaggio che, pensato come plug-in del software cad, permette ai progettisti di parti in plastica di ottenere rapidamente riscontri in termini di impatto del progetto sulla produzione e sui costi e in termini di sostenibilità (consumi di CO2, indici di tossicità di un materiale...). Una volta identificata la potenziale problematica, il progettista riceve
informazioni dettagliate relative alla fonte del problema in modo che
possa essere risolto nelle fasi iniziali del processo.
Complementare a Moldflow e basato su tecnologia sviluppata negli Autodesk Labs, Dfm è integrabile con Autodesk Product Design Suite e lavora anche con i software Dassault, SolidWorks e Ptc Creo in ambienti multi-cad.

Analogamente a quanto accade nell'ambito del rendering e della condivisione dei dati (plm), anche nella simulazione firmata Autodesk stanno assumendo un ruolo sempre più importante gli strumenti cloud. La società ha infatti previsto la modalità di fruizione Autodesk Simulation 360, nella forma di un introductory bundle promozionale (introdotto lo scorso giugno, ndr), che permette di estendere il cloud computing (le factory farm alle quali si appoggia Autodesk sono di Amazon, ndr) anche ai tre pacchetti di simulazione Moldflow, Cfd e Mechanical di Autodesk, mettendo a disposizione degli utenti unità di calcolo e memoria aggiuntiva senza appensantire I dispositivi hardware. “Gli utenti hanno a disposizione una potenza elaborativa molto elevata e possono risolvere in parallelo diversi scenari, superando in questo modo i limiti precedenti e ampliando la produttività”, dice ancora Zagatti. Semplificare le funzioni e alleggerire l'hardware si confermano i punti chiave della strategia Autodesk degli ultimi mesi, anche in un ambito sinora considerato 'complesso' come la simulazione.

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