Software intelligenti per la produzione

Mes e Emi

"Anche nell'era di Internet e del virtuale, le persone vogliono vedere e toccare i prodotti e le tecnologie”. Con queste parole Giuseppe Caltabiano, Vice President Eura di Invensys Operation Management-Iom, ha sintetizzato il successo di Invensys OpsManage 09, il primo evento firmato da Iom, l'azienda nella quale il Gruppo Invensys ha fatto convergere le competenze di Wonderware, Invensys Process Systems ed Eurotherm (per la divisione Hybrid Dcs). Oggi la realtà conta circa 9mila dipendenti e un ecosistema globale di oltre 3mila partner, che integrano soluzioni e servizi per aiutare le aziende clienti a sviluppare sinergie e collaborazione, in tempo reale, tra i sistemi e le organizzazioni in ambito dell'automazione. Si tratta di soluzioni, impiegabili nei settori più disparati, ingegnerizzate per estrarre e rendere disponibili dati critici, con l'obiettivo di assumere decisioni rapide ed efficaci, oltre a sincronizzare le attività operative e quelle gestionali.

Business e produzione finalmente allineati

Come spiega Peter Martin, Vice President Strategic Alliance di Iom, in passato esisteva una netta separazione tra business e produzione, con informatici e ingegneri che operavano in modo completamente scoordinato. Oggi, al contrario, è indispensabile una reale complementarietà tra i singoli professionisti, chiamati a interagire per ottimizzare una produzione che non può più prescindere dalle tematiche economiche e dalle rapide dinamiche di mercato. Qualunque realtà produttiva mira infatti ad aumentare la produzione, e quindi il proprio valore, minimizzando i costi variabili, legati soprattutto all'energia e alle materie prime, nel rispetto del contesto in cui deve operare e, ovviamente, della sicurezza delle persone e dell'ambiente. Per raggiungere questi obiettivi, come spiega Martin, in passato si è puntato soprattutto sulle soluzioni erp che, però, sono state ingegnerizzate per rispondere alle esigenze del business, fornendo informazioni di tipo prettamente contabile e a distanza di giorni dall'evento stesso. Di conseguenza i tempi di intervento risultavano particolarmente lunghi e le informazioni erano fornite a consuntivo. Secondo Martin, anche nell'industria moderna e malgrado la rivoluzione industriale, i responsabili di linea si trovano spesso ad operare come i vecchi operai, limitandosi ad effettuare interventi a seguito di uno specifico evento o eseguendo indicazioni provenienti dall'alto, spesso senza comprendere quanto stanno compiendo. Una situazione incompatibile con le esigenze attuali, dove “le persone devono essere responsabilizzate e coinvolte, con l'obiettivo di ottimizzare il processo per far crescere il valore di un'azienda”. Oggi le aziende devono operare in real-time, rispondendo tempestivamente, e magari anche proattivamente, alle variazioni registrate dal campo. Per questa ragione sono fondamentali i sistemi Mes ed Emi (Enterprise Manufacturing Intelligence), come Wonderware Intelligence Software 1.0. Proprio la nuova soluzione Emi è stata ingegnerizzata per consentire ai clienti, in tempo reale, di contestualizzare, aggregare e creare report su dati storici attraverso dashboard interattivi, visualizzando i Key Performance Indicator (Kpi) e i parametri operativi utilizzati per monitorare, sincronizzare e ottimizzare processi operativi e supply chain. Un simile sistema è in grado di fornire informazioni precise e puntuali, oltre a supportare le singole scelte a tutti i livelli, dall'operatore di linea fino al manager aziendale. Ognuna di queste figure, infatti, ha bisogno di accedere alle informazioni specifiche per il proprio ambito decisionale e, per tale ragione, il software consente di personalizzare le informazioni fornite. Del resto, come ribadisce Teemu Tunkelo, President Eura di Iom, “il futuro dell'industria si gioca oggi sul software, in quanto le prestazioni dell'hardware si stanno praticamente equivalendo”.

Le sfide del nuovo mondo

Prima di compiere le proprie scelte, però, le aziende devono comprendere il contesto in cui si stanno muovendo e le reali esigenze, puntando ad ottimizzare le risorse disponibili e l'attività dei propri fornitori. In questo contesto, Bill Polk, Research Director di Amr Research, ha ribadito come, in base a studi recenti, un buon erp permetta di migliorare il valore di un'azienda solo del 2%, mentre una corretta azione di preactive management porta a vantaggi valutabili nell'ordine dell'8%. È però interessante osservare come, integrando correttamente le due soluzioni, si possa far crescere del 20% la profittabilità di un'azienda. Non per nulla, nel recente passato, i silos di informazioni erano separati e le aziende realizzavano prodotti che poi dovevano essere proposti dal mercato. Oggi, al contrario, è sempre più la domanda ad influenzare in tempo reale la produzione e, quindi, diventa fondamentale una corretta integrazione tra tutti i dati in possesso di un'azienda.
Riuscire a predire la domanda è ovviamente molto difficile, ma anche piccoli passi in questa direzione garantiscono un elevato vantaggio competitivo e di profittabilità all'azienda che può così compiere tempestive azioni correttive. Un vantaggio che si somma alla corretta gestione della supply chain, con la capacità di saper raccogliere e utilizzare correttamente tutte le informazioni disponibili.
“Ovviamente”, fa notare Polk, “è impossibile raggiungere l'eccellenza in qualunque ambito, ma l'obiettivo realistico deve essere quello di ottenere buoni risultati in tutti i settori, iniziando ad operare dove si possono trarre maggiori vantaggi”. In particolare, è oggi fondamentale lavorare in modo intelligente all'ottimizzazione dei consumi energetici: è fisiologico che una parte di energia sia perduta o sprecata, ma minimizzare le perdite garantisce un significativo vantaggio economico. L'utilizzo di sistemi intelligenti, in grado di fornire dati reali e non frutto di semplici mode o sensazioni soggettive, rappresenta un fattore essenziale in questa direzione. Basti pensare, ad esempio, che la somma dell'energia assorbita da tutti i device tecnologici, dai plc ai cellulari, rappresenta mediamente il 2% dei consumi di un'azienda. Una percentuale ridicola rispetto ai consumi degli impianti produttivi e a quelli dovuti agli spostamenti delle merci e delle persone. Dati, questi ultimi, che possono essere efficacemente evidenziati da sistemi in grado di compiere analisi obiettive e, quindi, di supportare i responsabili nelle scelte capaci di garantire una reale competitività sul mercato.
In quest'ottica, come spiega Mark Davidson, Vice President Global Marketing, “a differenza dei propri concorrenti, Iom è in grado di fornire soluzioni capaci di coniugare intelligenza con collaborazione e visualizzazione per mettere in campo nuove metodologie di lavoro”.

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