Solair e il Ciri Ict di Bologna, ricerca informatica di alto livello

Mercato
Inaugurata un anno fa, la collaborazione tra Solair, società sviluppatrice di una piattaforma software enterprise innovativa e di applicazioni Web fornite in modalità Cloud, e il Centro di ricerca industriale sull'Ict dell'Università di Bologna (www.ciri-ict.unibo.it/it), continua e si muove verso nuove prospettive.

“Il gruppo di ricercatori del Ciri è particolarmente attivo sulle tematiche del cloud computing e della gestione delle reti e questo ha significato per noi avere a disposizione 'menti fresche' e tecnicamente allo stato dell'arte per far progredire lo sviluppo della nostra piattaforma” spiega Valeria Naldi, direttrice Sviluppo Soluzioni Solair. “Il team di ricercatori ha sviluppato il nostro motore di ricerca e ci ha sostenuto nella scelta dell'infrastruttura cloud, Microsoft Azure, grazie a un'attenta analisi dei diversi fornitori. Oggi stanno approfondendo l'analisi della problematica della sicurezza legata all'utilizzo del cloud e la gestione della ricerca di documenti/testi e informazione semi/non-strutturate all'interno di file cad”.

Con i ricercatori Ciri Ict, Solair condivide progressi e informazioni, confrontandosi periodicamente con i professori dell'Università.  Tra questi, c'è Paolo Bellavista, professore associato del Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria e responsabile scientifico della collaborazione con Solair, che dice: “Ogni progetto viene seguito con la massima cura possibile durante la sua evoluzione, dalle sue fasi embrionali, come la definizione di specifiche e requisiti, fino al raggiungimento dell'obbiettivo prefissato, sia in termini di completezza/correttezza del prototipo realizzato sia in termini di sua efficienza runtime”.

La collaborazione tra le due realtà dovrebbe portare, secondo Tom Davis, Ceo di Solair, alla creazione di un centro di eccellenza informatica in Italia. Lo stesso Davis, che ha una vasta esperienza internazionale, commenta: “Ho lavorato in diversi Paesi negli anni passati e devo dire che in Italia abbiamo grandissime competenze informatiche e tecnologiche, nulla da invidiare a Stati Uniti e Germania. Eppure, la grande maggioranza delle software house non scrive i prodotti in Italia. Noi non solo scriviamo i prodotti in Italia, ma decidiamo qui anche le linee strategiche di marketing e vendita sia per l'Italia che per l'estero. Il Ciri Ict è sicuramente la prova delle competenze elevate su cui le aziende italiane possono contare per aumentare la loro competitività e promuovere innovazione”.

Pubblica i tuoi commenti