Sorpresa, migliora la competitività italiana

In una fase economica e politica difficile come l'attuale, anche i piccoli segnali positivi possono dare un po' di speranza al preoccupato settore industriale italiano. Così, dopo che Assinform aveva rilevato un “pesante colpo di freno sulle capacità stesse di ripresa dell'intera economia italiana”, un segnale “positivo” arriva dall'estero.
Uno studio dell'Economist Intelligence Unit (un qualificato istituto nel campo delle ricerche e delle previsioni economiche) rivela, rispetto al 2009, un miglioramento nell'indice di competitività dell'Italia, che sale al 23° posto, scalando così una posizione. Certo leggendo la classifica, che ci vede agli ultimi posti in Europa, non si può nascondere una certa preoccupazione.
É però positivo sottolineare come questo indice prenda in considerazione, oltre all'ambiente economico, l'infrastruttura It disponibile, il capitale umano e l'avanzamento in ricerca e sviluppo, oltre al sistema giudiziario e agli incentivi offerti dal settore pubblico allo sviluppo industriale. Così, secondo gli esperti del settore, sono migliorati i giudizi sull'ambiente economico di riferimento (che ottiene 74,7 punti su un totale di 100, 2 in più rispetto all'edizione precedente) e, in particolare, gli investimenti in ricerca e sviluppo delle aziende private (25,4, +9 punti). I progressi nella difesa della proprietà intellettuale, infine, hanno fatto crescere il punteggio del nostro sistema legale.
Peggiorano, al contrario, il giudizio sulle infrastrutture IT (fermo a 50, -2,5 punti), il capitale umano (47, -1,4 punti) e i supporti pubblici allo sviluppo industriale (63,2, -1 punto). Dati quest'ultimi che non lasciano molto spazio all'ottimismo per il prossimo futuro.

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