Strategia energetica nazionale, resi noti gli obiettivi

Il 24 ottobre, presentando gli esiti della consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale, i ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente hanno ribadito gli obiettivi di settore del nostro Governo per il prossimo decennio.
In particolare, in termini di efficienza energetica, si punta a ridurre di circa 9 Mtep all'anno i consumi dal 2021al 2030. Contemporaneamente si mira ad un cambio di mix settoriale per favorire il raggiungimento del target di riduzione delle emissioni di CO2 non-ETS, lavorando soprattutto sul settore residenziale e dei trasporti.
Ambiziosi anche gli obiettivi legati alla produzione di energie rinnovabili, che dovranno essere il 27% sui consumi complessivi. La metà di queste proverrà dall'elettrico (contro il 33,5% del 2015), mentre le rinnovabili termiche si attesteranno sul 30% (contro gli attuali 19%). Ma colpisce soprattutto la volontà di arrivare al 17-19% nell'impiego delle energie rinnovabili nell'ambito dei trasporti, triplicando di fatto la percentuale attuale.
Si va invece verso la chiusura degli impianti termoelettrici a carbone, anche se non appaiono ancora chiari né i tempi né le modalità di azione.
Per le aziende, che devono confrontarsi con costi energetici decisamente maggiori rispetto ai concorrenti europei, è particolarmente interessante l'annuncio di voler azzerare il gap di prezzo tra il gas italiano e quello del nord Europa, nel 2016 pari a circa 2 €/MWh. Allo stesso tempo si mira a ridurre il gap sui prezzi dell'elettricità rispetto alla media UE, che vede un costo del 25% inferiore rispetto a quello chiesto alle imprese italiane.
Al cambio dell'attuale mix energetico dovrà contribuire anche un significativo rinnovo del parco auto circolante. Da qui l'obiettivo, entro il 2020, di attivare 19mila stazioni di ricarica per auto elettriche, 2.400 punti punti vendita GNC (gas naturale compresso) e 800 stazioni GNL (gas naturale liquido).
Prima della presentazione del documento finale, che verrà firmato il prossimo 10 novembre, i ministri si sono però ancora presi del tempo, anche per recepire le oltre 800 osservazioni presentate della consultazione pubblica chiusa lo scorso 12 settembre.

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