Trasformazione digitale, l’Italia al 18mo posto dell’indice stilato da Huawei

Huawei ha presentato il Global Connectivity Index (Gci) 2015, un'indagine che mette a confronto le economie di 50 diverse nazioni in termini di connettività, grado di utilizzo delle tecnologie Ict e trasformazione digitale. Dalla 'classifica' emergono indicazioni sui Paesi più avanzati nello sviluppo e la crescita digitale.

L’elemento distintivo del Gci, rispetto ad altri indici simili, è dato da una definizione più ampia del termine connettività, che comprende le reti, il cloud computing e lo storage, e allo stesso tempo prende in considerazione gli elementi non infrastrutturali della digital economy, come ad esempio la domanda di servizi e le attività di e-commerce. Tra i Paesi analizzati, gli Stati Uniti si collocano al primo posto, grazie a un importante mercato dei servizi Ict e un avanzato stato di adozione del digitale; altre economie mature da questo punto di vista sono la Svezia, Singapore, la Svizzera e il Regno Unito, che si classificano in quest’ordine tra le prime cinque. Cile, Cina ed Emirati Arabi Uniti guidano i mercati in via di sviluppo, collocandosi intorno alla ventesima posizione.

L'Italia si colloca al diciottesimo posto della classifica, con ampie potenzialità di crescita grazie allo sviluppo di progetti a banda larga (44,8% utenti mobile broadband) e alla elevata penetrazione di smartphone (73%). Il nostro Paese è preceduto da Spagna (17mo posto), Francia (14mo) e Germania (11mo).

In generale, l'indice evidenzia che una crescita degli investimenti Ict pari al 20% in un Paese comporterebbe una crescita del Pil di circa l’1%. Il Gci identifica inoltre cinque propulsori della trasformazione digitale: data center, servizi cloud, Big Data, banda larga e Internet of Things. Queste tecnologie rappresentano gli obiettivi sui quali gli stakeholder dovrebbero focalizzare i propri investimenti per trasformare in modo più efficiente le loro economie nell’era digitale.

 

 

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