Un’economia a tutto export. Parola di Pmi

Mercato
Il volano dello sviluppo economico dell’Italia
si conferma essere l'export. L'affermazione è emersa nel corso del convegno 'Internazionalizzare per crescere - Quale sistema paese per vincere questa sfida?', tenutosi a Roma il 23 luglio presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo.

L'evento,  organizzato dall’Associazione
di volontariato osservatorio per la sicurezza, Andromeda, ha accolto diverse Pmi che hanno raccontato la loro esperienza e la loro intenzione di investire all’estero per esportare l’innovativo Know -how made in Italy. Tra le realtà presenti,  3TI, Società di progettazione
ingegneristica, WiseGroup, Macroaerospace,  Naif, Difesa e Sicurezza terrestre e
marittima e  Cea, Difesa aerea.

Nel 2012 le esportazioni italiane nel mondo sono cresciute del 3,7% con una crescita media dell’export nel primo bimestre di quest’anno del 2,5%.
“Le imprese italiane per tornare a crescere hanno bisogno di accesso al credito, di un sistema meno burocratico, di una riduzione significativa del cuneo fiscale e di essere favorite nell’accesso ai fondi europei; è importante ascoltare le imprese, valorizzare le buone idee, per fare tutto questo
c’è bisogno di una politica industriale europea che al momento non
esiste", ha detto Roberta Angelilli, vice presidente del Parlamento Europeo.

Secondo uno studio di Unioncamere sono circa 70mila le imprese che si dichiarano pronte a investire all’estero. Esiste una linea diretta tra export e crescita economica, basti pensare che ogni punto in più del settore export corrisponde ad ¼ di Pil.
I dati del Ministero dello Sviluppo Economico, invece, indicano per l’anno scorso che il saldo di conto corrente dell’Italia ha evidenziato un passivo di 11,6 miliardi di euro, quasi 37 miliardi in meno che nel 2011, un progresso che va attribuito alla performance positiva delle vendite all’estero di prodotti Made in Italy.
Mediamente nel 2012 le esportazioni italiane nel mondo sono cresciute del 3,7% (un punto e sette decimi in più quelle mondiali), mentre quelle dei paesi extra europei del 9,2%.
Sempre secondo i dati del Ministero dello Sviluppo Economico sostanzialmente simile a quello dell’anno scorso appare il quadro relativo agli scambi anche a inizio 2013: un calo delle vendite presso i nostri partner in Europa è più che compensato dalle forniture a Paesi extra UE e, quindi, una crescita media dell’export nel primo bimestre di quest’anno del 2,5%.

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