Varata la strategia nazionale della bioeconomia

Per Bioeconomia si intende quell’insieme di attività economiche connesse all’invenzione, sviluppo, produzione e uso di prodotti e processi a base biologica all’interno dei settori agroalimentare e della bioeconomia marina, oltre a foreste e bioindustria. Si tratta, quindi, di settori che presentano due caratteristiche distinte ma complementari: la prima è relativa alla produzione basata su materie prime rinnovabili, la seconda al riuso e riciclo di rifiuti biologici. In entrambi i casi, la bioeconomia deve basarsi su risorse e abilità locali e su una migliore interazione e integrazione tra i settori industriali coinvolti, oltre alle iniziative politiche a tutti i livelli.

In questo ambito, la strategia nazionale della bioeconomia si prefigge, entro il 2030, aumentare del 20% il valore della produzione e del 15% l'occupazione nel settore. In Europa, secondo il ministro alla Coesione Territoriale ed al Mezzogiorno, Claudio De Vincenti “il fatturato delle produzione della bioeconomia è di 2mila miliardi all'anno e conta circa 20 milioni di posti di lavoro”. L'Italia “è il terzo Paese in Europa per dimensione della bioeconomia, dopo Germania e Francia con un fatturato di 250 miliardi di euro all'anno e un milione e 700 mila posti di lavoro”.

Con la strategia nazionale, dunque, l'intento è di raggiungere un fatturato pari a 300 miliardi di euro e 2 milioni di posti di lavoro. Per questa ragione, come ha spiegato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e presidente del Cluster Spring, è stata creata una “una piattaforma comune” che "mette insieme diversi settori”, dall'agricoltura alle bioraffinerie alla chimica verde, “che prima non si parlavano” e che adesso, grazie ad una regia, possono sviluppare una “cultura della sperimentazione”.

L'intento, dunque, è sviluppare progetti di sperimentazione che devono nascere sui territori: “per questo è fondamentale lavorare insieme includendo la popolazione”. Adesso, “è importante capire come andremo a declinare questa strategia” perché la vera sfida, spiega Bastioli “è essere capaci di 'scaricare' sui territori le opportunità della bioeconomia”. L'Italia, conclude, "può giocare questa partita al fianco dell'Europa riconnettendo economia e società".

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