Macchine utensili alla riscossa

La prima assise della macchina utensile in Italia, promossa il 26 novembre da Ucimu - Sistemi per produrre, ha visto converge a Milano 360 operatori. Costruttori, agenti e importatori si sono dati appuntamento per confrontarsi sulla situazione di settore e per fare fronte comune in un momento economico particolarmente difficile.
I numeri, del resto, sono preoccupanti: dal 2008 al 2012 il mercato italiano della macchina utensile si è praticamente dimezzato, passando da 4 a soli 2 miliardi di euro. Una riduzione del consumo che ha gravato sia sui bilanci delle imprese costruttrici di sistemi per produrre, sia su quelli degli importatori.
Se il mercato interno è in grave sofferenza, con ripercussioni sull'intero tessuto produttivo nazionale che non sta investendo in innovazione, reggono invece le esportazioni. Al punto che, con un fatturato di oltre 3 miliardi di euro, nell'ambito delle macchine utensili l'Italia è al terzo posto al mondo, alle spalle di due colossi come Giappone e Germania. Un dato reso ancor più positivo dal fatto che, rispetto al 2011, la crescita è stata del 12%.
Un ulteriore dato positivo per il settore arriva da uno studio firmato Oxford Business of Economics, i cui analisti prevedono una ripresa del mercato italiano nell'ordine del 4,5% già dal 2014, mentre incrementi ancora più significativi si avranno nel triennio successivo, con crescite comprese tra il 7 e il 9%.
Come ha sottolineato Luigi Galbadini, presidente di Ucimu, la ripresa non permetterà di recuperare rapidamente il fatturato perso negli ultimi anni e, per tale ragione, è necessario “intraprendere strategie, attività e iniziative per meglio strutturare la propria offerta rispetto alla domanda italiana e straniera”.

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