Anie: industria, innovazione e digitalizzazione per rilanciare il Paese 

Il 2020 non è l’annata giusta per fare bilanci, ma in questo particolare momento in cui vanno decisi i progetti per l’utilizzo del Recovery Fund, Federazione Anie, nel corso della sua Assemblea pubblica, non ha perso l’occasione per presentare le proprie proposte per rilanciare l’economia del Paese, attraverso un confronto anche con la “politica”, grazie alla presenza in sala di Elio Catania, Consigliere Mise per la politica industriale.

L’emergenza sanitaria e il lockdown  hanno messo in evidenza l’importanza delle tecnologie della digitalizzazione, senza le quali non si sarebbero potuti garantire i servizi essenziali per superare il momento critico. Tecnologie che devono essere necessariamente al centro del dibattito sulla ripresa.

Giuliano Busetto, Presidente di Federazione Anie

“Le imprese Anie forniscono tecnologie che vengono impiegate ovunque, dalla casa all’industria, dai trasporti alle infrastrutture energetiche e di comunicazione”, afferma il Presidente di Federazione Anie Giuliano Busetto. “Per questo siamo fortemente convinti che ora più che mai occorrano  tecnologie e competenze, oltre che risorse e volontà politica per avviare una reale ripresa economica. Le risorse oggi ci sono: i 209 miliardi del Recovery Fund ci offrono un’occasione unica per completare la trasformazione digitale del nostro paese. Per questo chiediamo che vengano spesi secondo un disegno di politica industriale teso a favorire l’innovazione e la digitalizzazione, rimettendo al centro l’industria in una logica di filiera”.

E prosegue: “La nostra Industria manifatturiera, tra le più avanzate al mondo, è quella che consente anche una maggior stabilità da un punto di vita sociale perché fa crescere di più il Paese. L’Innovazione perché le tecnologie consentono di incidere sulla competitività ela  Digitalizzazione perché è evidente la sua imprescindibilità nel futuro mercato dei dati”.

Ridisegnare l’economia del Paese

E proprio la transizione digitale insieme alla transizione green e alla costruzione di un sistema più resiliente per i sistemi produttivi sono i paletti da rispettare per spendere i fondi del piano europeo per la ripresa. Altri paletti riguardano, invece, i tempi.

“Il 70%della somma deve essere impegnata entro il giugno 2022 e il 30% per il giugno 2023”, spiega Elio Catania, Consigliere Mise per la politica industriale.  “Se non riusciremo a presentare progetti concreti rischiamo di perdere questi soldi e anche un’occasione per ridisegnare la nostra economia.

Fa da contraltare l’intervento del Vice Presidente di Confindustria Giovanni Brugnoli, il quale sottolinea che mentre l’Italia ha inviato a Bruxelles i macrocapitoli di spesa, Francia e Germania, per esempio,  hanno già specificato i progetti per i quali sono destinati i fondi del Recovery Fund.  “209 mld sono una cifra  notevole, ma dobbiamo già decidere come spenderli perché il rischio è, dopo aver ricevuto l’acconto, se non si rispettano i paletti, che si interrompa l’erogazione. E questo non possiamo permettercelo”.

Anche l’economista Francesco Daveri sottolinea l’importanza di essere efficaci nel mettere a frutto le risorse, ricordando che, purtroppo, l’Italia ha alle spalle una storia di fallimenti e pochi casi di successo non adeguatamente pubblicizzati

Le proposte di Anie

Anie è una delle più importanti organizzazioni Confindustriali per peso e rappresentatività con oltre 84 miliardi di euro di fatturato, 1.500 aziende associate  per oltre mezzo milione di addetti. “L’industria elettronica  ed elettrotecnica rappresentano ben il 4,7% del Pil”, afferma Busetto. “Queste industrie sono il primo settore nella produzione di tecnologie abilitanti della digitalizzazione. Guardando agli ultimi quattro anni, grazie al Piano Industria 4.0 del 2017-18 la crescita è stata del 9,8%, ma i recenti dati dell’Osservatorio Anie rivelano che l’impatto della pandemia è stato devastante: oltre il 70% delle aziende segnala nel primo semestre 2020 un calo del fatturato. Pesanti perdite sono attese in chiusura d’anno: il 71% delle imprese prevede una forte contrazione sull’intero anno 2020, di queste il 40% prevede una flessione a due cifre”.

Industria, Building, Energia, Trasporti

Le imprese di Federazione Anie operano nei principali quattro settori dell’economia del Paese: industria, building, energia, trasporti. La capacità di orientare le risorse europee e nazionali verso progetti concreti è quanto Anie si  ripropone a supporto di Confindustria, chiedendo al Governo un quadro normativo chiaro che consenta alle imprese di accedere alle straordinarie risorse date dal Recovery Fund con rapidità ed efficacia

Industria. Occorre riportare al primo gradino della priorità nazionale l’attenzione sull’Industria. Risorse significative del Recovery Fund  vanno quindi utilizzate per favorire il processo di digitalizzazione. Federazione Anie, in primo luogo, chiede un rafforzamento del Piano 4.0 , oggi  Transizione X.0, in termini di aumento delle aliquote e dei massimali di spesa degli incentivi fiscali (beni materiali, immateriale e R&S). Ritene poi indispensabile un prolungamento del periodo finanziato, un programma strutturato e continuo con una copertura economica assicurata per tre, possibilmente cinque anni.

Building. Il processo di digitalizzazione che ha interessato il settore industriale deve arrivare velocemente nel settore delle costruzioni. Anie chiede che Casa 4.0 sia una priorità del Governo garantendo una parte dei fondi e una sua introduzione nella prossima legge di bilancio. Quindi, innanzitutto che il meccanismo del super bonus si applichi (oltre che alla domotica, impianti fotovoltaici e ricarica elettrica) anche a tutte le tecnologie, apparecchiature, soluzioni impiantistiche innovative, intelligenti ed energeticamente performanti (impianti di sicurezza, illuminazione, ascensori, fino agli elettrodomestici).

Energia. Decarbonizzare il settore energetico è una sfida senza precedenti. Anie chiede al Governo che metta in campo una serie di misure concrete per attuare quanto già oggi previsto dal Piano Nazionale Clima ed Energia (Pnec). Iniziando dalla semplificazione burocratica e autorizzativa che blocca l’apertura di tanti cantieri di impianti a fonti rinnovabili in tutta Italia.

Trasporti. Le industrie del settore sono molto attive nello sviluppo del sistema Ertms (European Rail Traffic Management System), sistema interoperabile a livello europeo in grado di migliorare sicurezza, prestazioni, affidabilità, puntualità e di ridurre i costi di manutenzione. Anie chiede al Governo di garantire la copertura economica per la piena implementazione del piano di sviluppo Ertms che permetterebbe di avere una rete all’avanguardia nel panorama europeo oltre che un’ampia ricaduta in termini economici sul sistema industriale italiano.

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