Blockchain in cinque step

Connessione costante, reattività immediata e scambio continuo di dati. Queste le sfide da fronteggiare che possono essere gestite al meglio con una blockchain strutturata ad hoc. La blockchain è al bivio: il 2018 ha deluso le aspettative, ma le opportunità sono pressoché infinite. Roland Berger propone la sua ricetta per una implementazione corretta in 5 step. Con un avvertimento: non tutti hanno bisogno della Blockchain.

Blockchain, a step-by-step guide to implementation

Dati, dati, dati. Le nuove sfide del mercato, interconnessione e reattività immediata in primis, sono guidate dalla ricerca insaziabile di informazioni digitali. La necessità di una gestione efficiente di questo flusso incessante è, quindi, di primaria importanza. E stando allo studio «Blockchain, a step-by-step guide to implementation», firmato da Roland Berger, questa tecnologia può rivelarsi un alleato perfetto per aziende e istituzioni.

Ma attenzione: per avere successo bisogna avere una visione chiara e consapevole del proprio modello di business e avvalersi di una squadra altamente competente in grado di implementare al meglio una blockchain ad hoc. Perché non c’è una soluzione univoca per tutto e tutti. Anzi!

Blockchain al bivio

Il 2018 avrebbe dovuto essere l’anno del boom ma così non è stato. I continui sobbalzi del valore delle criptovalute, l’esempio più famoso di blockchain, e i ritardi registrati nell’implementazione di promettenti progetti negli ambiti industriali più diversi non hanno giovato al suo sviluppo.

Secondo gli esperti di Roland Berger i due errori più comuni nell’implementazione della tecnologia all’interno delle organizzazioni sono stati la sottovalutazione delle barriere esistenti e l’utilizzo di queste applicazioni in situazioni non idonee. Ma andiamo con ordine.

La parola blockchain, letteralmente «catena di blocchi» o elementi, nasce dal fatto che la tecnologia è basata su sequenze di programmi incastrate tra loro così da rendere immodificabile e non falsificabile quanto scritto. In questo senso si può dire che la blockchain cambia tutto. Perché consente di registrare eventi, scambi e transazioni senza che sia necessario l’intervento di una terza parte. A fare per così dire «da notaio» è Internet stessa. Fantastico. Purché si sappia come farlo.

Andrea Bassanino, partner di Roland Berger Italia, spiega che: «Negli ultimi due anni in Italia si è assistito ad una sorta di corsa all'oro: non avere applicazioni o soluzioni di blockchain faceva apparire le aziende antiquate, superate, non contemporanee. Sono proliferati tentativi di applicazione molto variegati, alcuni improbabili, senza un compelling business case e senza una chiara valutazione delle capabilities necessarie. Tutto pur di dichiarare di avere una iniziativa di blockchain in atto. Ad oggi, ed auspicabilmente in prospettiva, si sta affermando un approccio più razionale e strutturato che prevede una analisi approfondita e una prioritizzazione delle esigenze di business in cui la blockchain può effettivamente fare la differenza. Un approccio, questo, che porterà a marcate differenziazioni nelle soluzioni adottate e quindi verso una blockchain à la carte»

La ricetta Roland Berger

I consulenti di Roland Berger hanno studiato un vademecum in cinque step per implementare il sistema di blockchain «perfetto» per la propria organizzazione.
1. Blockchain sì o no. Innanzitutto è bene effettuare un’analisi dei processi e delle necessità dell’organizzazione. Obiettivo: determinare se la blockchain sia o meno la soluzione corretta da seguire oppure se sia meglio adottare altri sistemi di data management.
2. Settaggio delle caratteristiche. La seconda operazione da mettere in campo è identificare quale tipo di settaggi debbano essere impostati sulla propria «catena di blocchi». Ad esempio: creare una rete pubblica o privata, decidere il numero dei nodi e i dati da archiviare, capire chi avrà gli accessi e quale sarà il meccanismo di consenso e così via.
3. Focus sulle risorse. È di importanza fondamentale avvalersi di risorse specializzate e competenti per la preparazione della base tecnologica. Arruolando anche team esterni. Questa integrazione/rimodulazione dell’organigramma aziendale deve andare di pari passo con una evoluzione (vera!) della cultura aziendale. Si tratta di un vero e proprio cambio di prospettiva.
4. Analisi costi-benefici. Gli esperti di Roland Berger consigliano a questo punto di effettuare una nuova valutazione costi-benefici dell’intero processo con una analisi specifica sul Roi (return on investments). Solo in caso di risultati positivi è consigliabile portare avanti il progetto di blockchain ipotizzato.
5. Costruzione della blockchain. È possibile a questo punto dare vita alla blockchain, partendo da un prototipo, fino a realizzare pezzo dopo pezzo la «catena di blocchi» ideata e sviluppata negli step precedenti. Fondamentale sarà investire di pari passo anche sulla formazione interna perché tutti siano allineati con la nuova impostazione di business dell’azienda/ente.

Suggerimenti

«In ogni caso la blockchain non può e non deve essere un imperativo categorico da realizzare necessariamente al più presto possibile ed a tutti i costi», sottolinea Andrea Bassanino, partner di Roland Berger. «Molte sono le aziende e le organizzazioni che ad oggi non hanno ancora raggiunto lo stadio di sviluppo del ciclo vita necessario per considerare la blockchain come una priorità assoluta. Il timing è importante ed il vantaggio della prima mossa può essere rilevante. Tuttavia è sconsigliabile fare il passo più lungo della gamba e lanciarsi in iniziative senza averne curato i presupposti alla base. Diversi player dell'agroalimentare, del beverage e del tessile hanno lanciato iniziative di blockchain avendo prima lavorato per costruire un solido ecosistema di filiera che la piattaforma crittografica ha poi consentito di certificare ed autenticare».

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