Covid-19 e Ripartenza. Ne parla Stefano Domenicali, Lamborghini

Il Super Suv Urus

Il Covid-19? “Una lesson learnt, che dobbiamo portarci a casa in un’ottica prospettica per non farci trovare impreparati a gestire nuove emergenze”, è quanto affermato da Stefano Domenicali, Chairman & Ceo di Automobili Lamborghini, in occasione di una chiacchierata con il prof. Davide Chiaroni durante un webinar talk organizzato dal Politecnico di Milano.

E la Ripartenza? “Di certo è fondamentale ripartire in modo univoco. Lamborghini, come molte altre aziende italiane, ha bisogno delle competenze della propria filiera, che non può interrompersi. Un fermo della produzione così prolungato può generare in aziende di piccole dimensioni grandi problemi di liquidità. Per questo stiamo lavorando con la nostra filiera, valutando tutte le variabili, per poter ripartire insieme. E contare su disposizioni chiare e valide su tutto il territorio nazionale, è importante per evitare di creare nervosismo sociale e imprenditoriale”. Va da sé che più una situazione è complessa e più si rende necessario semplificarne la gestione con chiarezza e coerenza.

Eccellenze italiane al tempo del Coronavirus

Lamborghini, che non ha certo bisogno di presentazioni, con la gestione di Stefano Domenicali - il presidente gentiluomo con radici nella terra dei motori e una carriera in Ferrari - raggiunge traguardi interessanti, seguendo una strategia di coerenza del brand pur puntando con successo su nuove nicchie di mercato.

Nel 2018 lancia, infatti, il Super Suv Urus (nella foto) e il fatturato cresce del 40%. Nel 2019, il fatturato incrementa e supera la quota di 1,8 miliardi di euro per 1900 addetti e una presenza stabile sui mercati globali.

“Il 2019 è stata una stagione straordinaria con oltre le 8200 vetture consegnate”,  commenta Domenicali.  “La nostra strategia è  basata su due chiari principi: il concetto di esclusività, fondamentale per un brand storico come il nostro e la possibilità di crescere in mercati non tradizionalmente presidiati da Lamborghini, per esempio quello dei Suv dove oggi si posiziona la nuova Urus, che intercetta anche fasce di mercato diverse, i più giovani per esempio. E questa sarà la sfida futura della Lamborghini anche nella fase di ripartenza dall’attuale situazione  di emergenza sanitaria”.

I primi segnali, tra vulnerabilità e opportunità

La  logica del mercato ha fatto cogliere i segnali che indicavano la dimensione che stava assumendo l’allora epidemia della nuova forma di  Coronavirus che si stava diffondendo in Cina.

“Il  mercato cinese è stato il primo a soffrire, così  abbiamo cercato di capire la criticità”, racconta Domenicali. “Il Coronavirus era già diffuso in Cina, ma nessuno in quel momento avrebbe mai immaginato cosa sarebbe successo”.

Da qui, la considerazione che la globalizzazione impone un approccio condiviso. “Chi pensa di uscire da questa crisi isolandosi non ha capito la magnitudo del problema, che, tuttavia, porta con sé anche un’opportunità: a fine emergenza, la società, tutta, dovrà lavorare in modo più strutturato e far propria questa lezione”, commenta Domenicali.

A distanza di poco tempo, l’epidemia cinese assume la dimensione di pandemia. Covid-19 ha colpito con rapidità e pervasività le persone bloccando ogni tipo di attività, compresa quella lavorativa, fino a limitare la liberta personale.

“La situazione che stiamo vivendo penso non sia mai stata affrontata nemmeno a livello di Risk Assessment. Ci dobbiamo confrontare con il tema dell’invincibilità dell’uomo rispetto a un qualcosa che non si pensava appartenesse più all’epoca moderna: ci ha fatto riscoprire tutti molto vulnerabili e sotto questo profilo ci richiede la necessità di non dimenticare”.

Lasciando per un attimo a parte l’aspetto economico, che Domenicali definisce di una “dimensione gigantesca”, quello che stiamo vivendo ha un impatto sulle emozioni così potente che porterà a un cambiamento delle relazioni a tutti i livelli. “Dovremo abituarci a una fase di transizione che modificherà enormemente le nostre abitudini”, afferma con convinzione Domenicali.

Così Lamborghini ha gestito le prime fasi dell’emergenza

“Dall’interpretazione dei dati che avevamo a disposizione era evidente che si stava palesando una situazione quasi inverosimile. Ci siamo confrontati con i nostri dipendenti, gli azionisti, con le forze sindacali, con i fornitori e i mercati e abbiamo deciso di fermare le attività. Le prime attenzioni sono andate alle nostre persone, spaventate per quello che stava succedendo. Non ci siamo fatti prendere dall’emotività, ma dall’emozione indispensabile per cogliere cosa stesse accadendo”.

Alle decisioni sono subentrate delle azioni. Tutto il mondo industriale si è mosso per dare un proprio contributo nel periodo di emergenza, convertendo temporaneamente le proprie attività o dando avvio a produzioni straordinarie.

In Lamborghini i reparti che normalmente si occupano dei tessuti, si sono convertiti alla produzione di mascherine, altri hanno realizzato componenti per respiratori e visiere in stampa 3D, che l’azienda ha fornito -con tutte le certificazioni - direttamente a ospedali e strutture sanitarie del territorio.

Ripartire senza trascurare il fronte emozionale

“A differenza del mercato dell’auto, che ha visto un crollo della domanda, il nostro è un bene di lusso che non ha subito cancellazioni di ordini. La domanda è presente, ma stiamo monitorando la sensibilità rispetto alla voglia di comprare un bene di lusso sul fronte emozionale”, conclude Domenicali.

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