Intelligenza Artificiale: riflessioni e previsioni per il 2020

Secondo il Rapporto Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict, oggi si può parlare di un ampio utilizzo delle soluzioni di Intelligenza Artificiale (AI), almeno nel mondo enterprise, nei diversi contesti aziendali. 

In crescita anno su anno del 70%, già nel 2018 in Italia il mercato dell’intelligenza artificiale ha raggiunto il valore di 135 milioni di euro, confermando il trend di crescita positivo.

Secondo McKinsey Global Institute, l’innovazione, e in particolare l’intelligenza artificiale, sono destinate ad aggiungere al Pil italiano il 13% del suo valore, 228 miliardi di euro, nell’arco del prossimo decennio. In Europa l’incremento arriverebbe invece a 2.700 miliardi da qui al 2030, con un impatto del 19%.

Etica e scenari futuri per l'AI

Questa diffusione dell’intelligenza artificiale offre spunti di riflessione sul piano etico e sugli scenari possibili nello sviluppo del rapporto tra uomo e AI, in virtù di una visione più ampia che non si limiti solamente all’aspetto puramente tecnico.

Il potenziale dell’intelligenza artificiali, infatti, sembra non avere limiti, ragione per cui è necessario tener in considerazione anche le ricadute sul piano sociale ed umanistico.

Stefano Bossi, amministratore delegato di Vem sistemi, system integrator tra gli Ict player italiani più innovativi e da sempre attento a intercettare le nuove tendenze, ci offre alcune riflessioni e qualche previsione per il 2020.

Intelligenza Artificiale, tra opportunità e creatività

L’Artificial Intelligence non è una sola tecnologia, ma parte di un ecosistema dove la tecnologia amplia le capacità umane, migliorando alcuni paradigmi per la competitività dando il via a un ambito digitale innovativo per un nuovo rinascimento, quello digitale. Una nuova era, che al substrato IT somma nuove tecnologie complementari, come IoT e sensoristica, Logica Erp, open Internet platform, content and data analysis.

Tecnologie che lavorano in sinergia tra loro, moltiplicando le reciproche potenzialità grazie alle enormi quantità di dati che possono insieme generare e analizzare in real time grazie all’abbattimento delle latenze, supportando le capacità di calcolo da remoto. Un fenomeno che rappresenta un’opportunità, capace di imprimere accelerazione ai processi delle imprese e di aumentare le capacità umane, come la creatività, ma solo se saremo in grado di comprenderne e gestirne il livello di complessità.

L'AI rischia di essere utilizzata in modo scorretto

Stefano Bossi, Amministratore Delegato Vem sistemi

In questo contesto serve attenzione al capitale umano e rispetto dell’altro; anche l’automazione impatta sull’etica e la privacy e riteniamo giusto sensibilizzarci anche in questo ambito.

L’intelligenza umana non è in pericolo di essere soppiantata da quella artificiale, semmai è l’intelligenza artificiale ad essere in pericolo di essere utilizzata in maniera scorretta da quella umana con conseguenze negative.

È necessario avere consapevolezza dei rischi connessi a questa sfida perché se utilizzata in modo inadeguato, la tecnologia può avere un impatto malevolo, basti pensare all’industria dell’hacking, cioè al cybercrime.

Impatto dell'AI nel corso del 2020

L’AI che può identificare, pulire e analizzare i dati e quindi raccomandare passi successivi, spesso senza l'aiuto di team IT o di data science, rappresenta il cuore della nuova, quarta rivoluzione industriale.

1) L'AI aumenterà la forza lavoro, non la sostituirà

Anche se ci sono preoccupazioni riguardo all'AI e al Machine Learning (ML) che potrebbero sostituire i lavoratori umani, la graduale inclusione della tecnologia finirà per essere un processo molto più collaborativo che automatico, l’AI aiuterà e potenzierà il lavoro umano. Ci sarà sempre bisogno dell'uomo per costruire, guidare e monitorare i sistemi basati su AI.

2) Migliorerà le relazioni fornitore-cliente

L'AI sarà fondamentale per trasformare il rapporto commerciale e con i clienti nel prossimo anno perché è l'unica tecnologia in grado di estrarre insight e intelligenza dal comportamento in scala e velocità. Ciò significa che, man mano che le aziende si spostano verso un coinvolgimento più approfondito con i clienti, dovranno porre l'AI al centro di questo processo.

3) Migliorerà la tecnologia predittiva

L'industria avrà bisogno di intelligenza artificiale non solo per avere dati in tempo reale, ma per realizzare applicazioni predittive. Dovremo fare un ulteriore passo avanti per prevedere cosa sta arrivando prima che accada, come se fosse un meteorologo a prevedere il tempo. Ampie serie di dati accurati possono fornire il contesto ed evidenziare i modelli emergenti, rivelando i gradi di probabilità. Con un piccolo aiuto dell'AI, la previsione è a portata di mano. Si possono effettuare simulazioni di scenari organizzativi diversi per aumentare la produttività aziendale valorizzando al meglio gli asset a disposizione anche in presenza di risorse esigue. Allo stesso modo, i dati raccolti ci offrono un aggiornamento continuo sull’andamento futuro del nostro mercato di riferimento.

4) Miglioreranno le strategie per le decisioni aziendali

Questi strumenti e processi di analisi quantitativa e di elaborazione dati forniscono un efficace supporto orientativo ai decisori nella definizione delle loro strategie, è possibile quindi individuare la strada per raggiungere l’obiettivo in modo puntuale e mirato.

5) L'AI andrà oltre i confini di una singola azienda

L'AI è integrata trasversalmente in un'organizzazione, ed estesa anche ai fornitori; consente di pianificare meglio le attività di tutti gli attori della filiera rendendo più efficiente l'intero ecosistema della supply chain, portando benefici non solo all'azienda che l'adotta ma anche ai suoi partner.

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