Nuovi sensori wenglor: una banda luminosa per rilevare qualsiasi oggetto

Di grande impatto per il livello di performance e i benefici offerti, la nuova gamma di sensori optoelettronici catarifrangenti sviluppata da wenglor, grazie all’impiego di una banda luminosa continua e omogenea, permette di rilevare in modo affidabile anche oggetti di forma irregolare o asimmetrica, rendendola la scelta perfetta in ambito di intralogistica.

Per prevenire i colli di bottiglia nei processi di magazzino

La nuova serie consta di tre modelli, caratterizzati ciascuno da diverse ampiezze del fascio luminoso. Accomunati da una elevata semplicità d’uso e dalla dotazione di alcune specifiche funzioni per le applicazioni logistiche, i nuovi sensori rappresentano una soluzione conveniente che consente di prevenire i tipici inconvenienti e colli di bottiglia che di norma accadono nei processi di magazzino.

Tra i vantaggi riscontrabili immediatamente: incremento della produttività, maggior disponibilità del sistema, produzione più flessibile e riduzione dei costi.

La tecnologia

Il principio di funzionamento su cui si basano i nuovi sensori catarifrangenti a banda luminosa P1EL di wenglor è lo stesso delle barriere fotoelettriche bidimensionali, ma in questo caso ad essere proiettata è una lama di luce laser collimata. Per soddisfare in modo quanto più puntuale possibile le specifiche esigenze applicative, della famiglia P1EL wenglor ha sviluppato tre diversi modelli: P1EL100 (ampiezza del fascio di luce: 27 mm), P1EL200 (ampiezza del fascio di luce: 42 mm) e P1EL300 (ampiezza del fascio di luce: 54 mm).

I sensori sono in grado di riconoscere oggetti dalle forme più disparate in un campo di lavoro fino a 1,6 m, rilevando con precisione sagome anche scure, trasparenti o lucide e perfino dotate di superfici perforate.

“Contrariamente ad analoghi prodotti disponibili sul mercato, i nuovi sensori wenglor sono in grado di rilevare oggetti di dimensioni esigue, ovvero fino a 4 mm, nell’intero campo di lavoro, cioè con uniformità di prestazioni da 0 a 1,6 m. Ciò grazie all’impiego di un fascio laser collimato di classe 1”, afferma Elio Bolsi, general manager di wenglor sensoric italiana.

“Inoltre, la dotazione di funzioni intelligenti integrate, come la compensazione automatica delle irregolarità del nastro trasportatore mediante autoapprendimento e regolazione dinamica della soglia di commutazione, unitamente a un ingombro minimale di soli 27 mm di larghezza, offre enormi vantaggi in termini sia applicativi che di installazione.”.

Facilità e rapidità di messa in funzione con il tasto Teach-In

I sensori della serie P1EL possono essere configurati in modo estremamente rapido e facile, premendo semplicemente un tasto. Al fine di evitare pressioni accidentali e consentire un agevole montaggio ad incasso, il tasto Teach-In è stato collocato in una zona protetta leggermente incassata. La funzione Tech-In è attivabile anche da controllore esterno mediante segnale in tensione da 24 V.

La funzione dinamica di autoapprendimento è particolarmente vantaggiosa soprattutto per le applicazioni che utilizzano i nastri trasportatori, in quanto consente di compensarne facilmente le eventuali aree di irregolarità. È inoltre disponibile un’ulteriore funzione per l’autoapprendimento di precisione, mediante la quale è possibile rilevare in modo affidabile oggetti fino alla dimensione minima di 4 mm.

Kit di montaggio per qualsiasi esigenza

I sensori ospitano emettitore e ricevitore in un unico alloggiamento di soli 27mm di larghezza che offre la massima flessibilità di installazione grazie alla possibilità di ruotare il connettore di 180°. I sensori possono essere montati insieme all’elemento riflettente in pochi semplici passaggi sui pannelli laterali dei sistemi di trasporto, mediante le staffe di fissaggio, le viti passanti M4 e gli elementi a innesto in dotazione.

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