Operation resilienti: il cloud, la supply chain e i casi Marazzi e Alcar

Uno dei processi più fortemente impattato dall’emergenza sanitaria è quello della supply chain. La situazione emergenziale causata dalla Pandemia, in particolare nella prima fase del lockdown, ne ha evidenziato i limiti, soprattutto per l’approvvigionamento delle materie prime e per la distribuzione delle merci. Le organizzazioni di tutto il mondo si sono trovate ad affrontare sfide mai incontrate prime. E ora, all’alba di un nuovo anno che tutti speriamo migliore, se diamo uno sguardo a quanto accaduto, vediamo come flessibilità e tecnologia hanno consentito alle aziende di attivare quella resilienza necessaria per superare i momenti critici della Pandemia.

Le aziende che avevano già adottato soluzioni innovative basate sul cloud sono state avvantaggiate e in pochi giorni, addirittura in poche ore, sono riuscite a riorganizzare le proprie attività, comprese quelle produttive e logistiche che richiedono più marcatamente i lavoratori in presenza, spostandole in buona parte al di fuori dei confini dell’azienda.

Simone Marchetti è Sales Development Manager, Digital Supply Chain Solutions di Oracle in Italia

La supply chain deve garantire la massima visibilità attraverso le catene del valore per consentire di prendere decisioni in maniera rapida, riducendo le latenze e andando a ottimizzare i costi per una maggiore marginalità. Questo è possibile con l’aiuto della tecnologia: il cloud da una parte e le soluzioni software per la gestione dei processi dall’altra.

Le piattaforme e le soluzioni cloud based di Oracle sono tra le tecnologie protagoniste nella gestione innovativa di attività e processi, consentendo alle aziende di concentrarsi sul proprio core business. Due imprese multinazionali, Ceramiche Marazzi e Alcar, raccontano la loro esperienza fatta di sfide e soluzioni.

Il saving logistico di Ceramiche Marazzi

E’ a tutti noto il brand Marazzi, universalmente riconosciuto come sinonimo di ceramica di qualità per pavimenti e rivestimenti e simbolo del miglior made in Italy nel settore dell’arredamento e del design. Così come il distretto mondiale della ceramica di Sassuolo, dove è stata fondata nel 1935 l’azienda, oggi divenuto un polo internazionale all’avanguardia.

Oggi Marazzi fa parte di Mohawk Industries Inc., il più grande produttore mondiale nel settore del flooring, quotato alla Borsa di New York, e vanta una straordinaria notorietà internazionale sia presso progettisti, architetti e imprese edili che tra i distributori e i clienti finali. Negli ultimi cinque anni, l’azienda ha raddoppiato la capacità produttiva degli stabilimenti di Fiorano e Finale Emilia, ha riqualificato le fabbriche storiche di Sassuolo e i laboratori di ricerca, ristrutturato la sede con i nuovi uffici e la nuova showroom, ha restaurato e aperto al pubblico il Crogiolo, l’edificio degli anni 30 dove la Marazzi è nata, e aperto i flagship store di Milano, Londra, Parigi, Varsavia e Lione.

E a fronte di questa crescita, Marazzi ha sviluppato innovazione nella gestione dei suoi processi. A partire dalla piattaforma Erp on premise E-Business Suite, adottata da molti anni con successo in tutte le aree aziendali, l’azienda ha scelto di attivare una strategia di migrazione in cloud supportata dalle suite Oracle per dare valore ad alcuni ambiti strategici. In particolare è live la soluzione per la logistica dei trasporti Oracle Transportation Management Cloud che ha consentito di adottare modelli innovativi nell’ambito e sono in corso progetti cloud sia in ambito supply chain (Oracle Demand Management Cloud Service) che nel finance (con le soluzioni Planning).

L’app per gli autotrasportatori, vincente contro il Covid-19

Claudio Coni

“In particolare – racconta Claudio Coni, BU CIO Ceramic Europe, Gruppo Marazzi - una scelta fatta nel 2017 per ottimizzare la logistica del distretto di Sassuolo si è rivelata preziosa durante la Pandemia, grazie anche a un’ulteriore implementazione che ha garantito il distanziamento”. Qui entra in gioco la peculiarità del distretto, che non si prestava alla realizzazione di un hub logistico.

“Sassuolo è cresciuta negli ultimi venti anni grazie a singole famiglie che hanno ottimizzato il proprio business”, spiega Coni. “Numerosi retailer vengono ad approvvigionarsi e la zona è densa di autotrasportatori che fanno singoli carichi ogni giorno, creando una questione logistica da gestire. Così tre anni fa abbiamo affrontato il problema introducendo semplicemente un sistema di prenotazione delle prese dedicato agli autotrasportatori attraverso un’app scaricabile su qualsiasi device, che ha prodotto un triplice vantaggio: gli autotrasportatori hanno beneficiato di un priority loading, i clienti hanno ottenuto un miglioramento del servizio, in particolare per i tempi di attesa abbattuti e, contestualmente, la logistica ha ottimizzato i tempi di picking e di preparazione delle merci in uscita”. 

La soluzione adottata è Oracle Transportation Management e la tecnologia cloud è stato il fattore abilitante. “Quasi non ci si credeva di avere attivato una gestione della logistica così ottimizzata senza avere dovuto mettere in piedi un’infrastruttura dedicata con un proprio server, ma semplicemente gestendo il tutto attraverso un web server e un’integrazione con il nostro Erp di Oracle”, afferma Coni.

Questa soluzione si è rivelata particolarmente utile per gestire in sicurezza le attività, nonostante  Covid-19. “Ci siamo trovati con una soluzione già pronta per gestire le operazioni di carico, che in seguito abbiamo ottimizzato realizzando un sistema di totem che permette all’autotrasportatore di operare in modalità self service, limitando il contatto con le persone”, conclude Coni. Questo ha fatto percepire agli autotrasportatori considerazione e rispetto per il loro lavoro portando, al tempo stesso, del valore nella gestione logistica complessiva.

Alcar, ripianificare la domanda grazie a soluzioni ad hoc

Alcar è un gruppo industriale e commerciale attivo a livello internazionale, che focalizza la sua attività nella produzione e distribuzione di cerchi in lega, cerchi di acciaio, Tpms, dispositivi di diagnostica, copri ruota, pneumatici e fitted unit. Le società del Gruppo Alcar, con una forte presenza in Europa, operano con successo grazie all'attenzione posta su fattori chiave come la progettazione innovativa, le tecnologie di produzione all'avanguardia e il servizio di logistica orientato ai servizi d’eccellenza.

Alcar ha realizzato con Oracle uno tra i primi progetti Oracle Erp Cloud completi del nostro Paese, innovando con le suite cloud Oracle la gestione dei processi Finance e Supply Chain, comprensivi degli aspetti di Manutenzione e IoT. Anche la produzione è gestita con applicativi Oracle, con un progetto di particolare rilevanza: IoT Production Monitoring, che consente di monitorare la produzione con il supporto di dati raccolti tramite sensori applicati sui macchinari.

Stefano Mariani

La domanda del cerchione è legata alla stagionalità”; spiega Stefano Mariani, Information Technology Manager, Alcar. "Da settembre a dicembre in Europa bisogna montare gli pneumatici da neve e oggi è diffuso disporre di un secondo set per fare il cambio più agevolmente”. Questa stagionalità impone di basarsi su forecast che consentono di preparare le quantità di prodotti in avvicinamento al picco stagionale, in base all’andamento del mercato Automotive.

“Nel corso del 2020 segnato dalla Pandemia, la tecnologia ci ha costantemente sostenuto nella continua ripianificazione della domanda per sfruttare tutte le opportunità di mercato. Tecnologia che è intervenuta soprattutto sul lato gestione della fabbrica, grazie alla soluzione IoT Production Monitoring e Maintenance, che consente di aumentare la disponibilità delle linee”, continua Mariani.  “L’emergenza sanitaria ci ha anche messo nella condizione di dover gestire le risorse umane, per esempio per avere sempre disponibili squadre di operatori con tutte le competenze necessarie a seguire e manutenere le linee di produzione”.

“In questo momento il maggior supporto che ci offre la tecnologia è l’ottimizzazione del funzionamento delle linee produttive, per esempio prevedendo e pianificando gli interventi manutentivi necessari per evitare il fermo macchina. Altro aspetto è la remotizzazione dei segnali dei sensori per attivare quadri monitoraggio delle macchine critiche al di fuori dei confini fisici della fabbrica, possibili grazie a soluzioni come Oracle IoT Production”.

Non tutto in cloud…

Oggi le imprese manifatturiere possono gestire in cloud la quasi totalità di risorse e processi, ma negli ambienti produttivi vi sono alcuni segmenti di processo che non possono essere gestiti in cloud. “Per fare un esempio, nelle nostre fabbriche a fine linea abbiamo una stampante di etichette necessaria e fondamentale per identificare milioni di prodotti”, spiega Mariani. “Si pensi a un disservizio legato alla connessione, si rischia di avere milioni di pezzi non identificabili, per questo le informazioni per l’etichetta devono risiedere in una risorsa disponibile a bordo linea, on premise, che noi gestiamo con un database di Oracle”.

Per gestire anche segmenti di processi critici, quali, appunto l’etichettatura nel caso Alcar, si avrà comunque la necessità di mantenere alcune informazioni on premise. Qui si apre la tematica della connessione tra risorse on premise e cloud, che alcune imprese stanno già affrontando da tempo.

 

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