Tecnologie green per la lavorazione del legno

Industria del legno

Negli ultimi mesi, si sono svolti a Rimini e a Milano i due più importanti eventi fieristici italiani dedicati all'industria del legno e al suo indotto, Technodomus e Xylexpo. Il primo è un appuntamento immancabile per i produttori di macchine per la lavorazione del legno, ambito in cui l'Italia occupa il secondo posto in Europa. A conferma dell'intensa campagna di rilancio della bioedilizia che, per questioni economiche, ma anche ecologiche, istituzioni e consorzi stanno promuovendo su tutto il territorio, la manifestazione si è aperta e chiusa con i convegni 'L'utilizzo del legno nel settore dell'edilizia come fattore di risparmio per famiglie e ambiente' e 'Affronta il cambiamento climatico: usa il legno'.
L'industria legata alla lavorazione del legno, infatti, ha nel nostro Paese una grande tradizione, ma è legata solo in parte all'edilizia, mentre è storicamente trainata dall'arredamento. Solo di recente l'Italia è stata superata dalla Cina per le esportazioni di complementi d'arredo. La filiera si può dividere in due fasi: la 'prima trasformazione', meno sviluppata nel nostro Paese, che parte dal tronco e prevede scortecciatura e taglio, estrazione delle polveri e realizzazione dei semilavorati, ovvero i pannelli in truciolare o in Medium Density Fiber (Mdf) e i quadrotti dai quali si ricavano componenti in legno massello, ad esempio per la produzione di serramenti; la 'seconda trasformazione' consiste, invece, nella lavorazione dei pannelli e dei semilavorati in legno massello.

“Come naturale conseguenza della crisi globale, il settore ha registrato tra la fine del 2008 e il 2009 un calo delle commesse quantificabile intorno al 40%”. A rivelarcelo è Fabio Persi, Global Product Manager della divisione legno di Biesse, società che dal 1969 opera nel mercato delle macchine e dei sistemi destinati alla lavorazione del legno. A suo parere l'attuale congiuntura passerà, ma non senza lasciare segni indelebili. Ciononostante a Rimini, Biesse, che si dedica prevalentemente alla seconda lavorazione ed è specializzata nel trattamento del legno massello, ha presentato nuovi prodotti e un nuovo programma di ecosostenibilità. A Fabio Persi abbiamo dunque chiesto in quale direzione si sta muovendo nel loro specifico settore la ricerca.
“In generale negli ultimi anni si è presentata la necessità di sopperire con la tecnologia all'abbassamento del livello di competenza della manodopera. È sempre più difficile reperire operai specializzati, dunque le macchine devono essere sempre più semplici da usare. Inoltre, la congiuntura attuale impone di ricercare efficienze all'interno dei siti produttivi, anche attraverso l'ottimizzazione delle risorse e la loro riqualificazione. Nell'industria del mobile è sorto, poi, il problema della riduzione dei lotti e della diversificazione delle produzioni, continuamente condizionate dall'estro dei designer. Sono necessarie dunque macchine estremamente flessibili e predisposte per essere attrezzate rapidamente, in grado di adattarsi a lavorazioni di piccoli lotti e di produrre secondo logiche just-in-time. In quest'ottica, e specie quando si parla di linee di produzione complesse, assume una grande importanza l'integrazione tra i software gestionali evoluti e i software che governano i macchinari. Le nostre macchine hanno software studiati e sviluppati all'interno del nostro Gruppo, che consentono di velocizzare la fase di set-up macchina e di definire i parametri di lavorazione con estrema semplicità, allo scopo di facilitare il lavoro degli operatori”.

Quali sono le novità tecnologiche introdotte nei vostri prodotti?

Per il biennio 2010-2011 Biesse ha in programma il lancio di 22 nuovi prodotti tra tecnologie destinate alla divisione legno, alla divisione vetro e pietra, alle soluzioni Hsd (meccatronica) e agli sviluppi software. Molti sono il frutto di un'importante collaborazione con Beckhoff e Bosch Rexroth, che ha portato alla creazione della Linea B-cubed, ovvero macchine con motori a basso consumo, ma ad alta efficienza. Techno Kernel è una di queste macchine. Si tratta di una foratrice da linea, dotata di un sistema di posizionamento rapido, che le consente di garantire la flessibilità necessaria, senza rinunciare però ad alti standard di produttività. In linea con la metodologia Kaizen, applicata dal Gruppo Biesse già da qualche anno e volta ad ottimizzare la produzione e ad abbassare gli sprechi all'interno di un'azienda, è stato sviluppato un sistema integrato di controllo vocale: l'operatore preleva a campione un pannello processato e ne verifica la corretta lavorazione rispondendo verbalmente alle interrogazioni del controllo vocale; il sistema raccoglie le informazioni e ove necessario propone e realizza un cambiamento delle quote di posizionamento dei gruppi in maniera da compensare gli eventuali errori. Una nuova potente interfaccia grafica 3D, unitamente ad un innovativo sistema di sostituzione rapida degli aggregati di foratura, permette l'abbattimento dei tempi di set-up. Il nuovo controllo numerico Beckhoff e la gestione software consentono la massima integrazione della macchina nei processi produttivi di linee anche complesse. Altra novità presentata in fiera a Rimini è Rover B Wms, che rientra nel programma di investimento intrapreso da Biesse nel settore del serramento, proponendosi a una fascia di mercato entry level. Questa cella di lavoro va a completare la gamma Winline, realizza diverse lavorazioni su un semilavorato (il quadrotto), per generare elementi tipici di una finestra, ed è stata dotata di un sistema di carico e scarico automatico dei pezzi, gestibile tramite un software estremamente versatile e intuitivo che le consente di raggiungere un'autonomia di lavorazione di quasi mezz'ora senza presidio. Inoltre, Biesse ha consolidato, in collaborazione con dei partner tecnologici, lo sviluppo di soluzioni laser di ultima generazione sulle macchine bordatrici attraverso la nuova tecnologia EcoLaser sviluppata dal brand BiesseEdge. EcoLaser consente di ottenere risultati estetici eccellenti e di ridurre il consumo energetico: mentre la tecnologia convenzionale utilizza un'unità di incollaggio e una vasca di contenimento della colla (che va riscaldata anche durante i tempi morti, per essere mantenuta costantemente alla temperatura di lavoro), con la tecnologia emergente l'applicazione del bordo sul pannello avviene utilizzando il laser, attivato Just-In-Time.

Quali accorgimenti tecnici avete adottato per garantire l'incolumità degli operatori?

Biesse ha investito molto sulla sicurezza, anche partecipando attivamente ai comitati tecnici che definiscono gli standard normativi europei ai quali riferirsi nella ideazione, progettazione e realizzazione dei macchinari. Per garantire la sicurezza degli operatori, queste norme stabiliscono opportuni requisiti tecnici e linee guida per la scelta di categorie di componenti e software. Impongono l'utilizzo di circuiti hardware per particolari situazioni, mentre il ricorso al software è consentito solo a condizione che questi siano ridondanti, ci siano doppi canali (doppia security). Noi adottiamo dispositivi di sicurezza come fotocellule, barriere fotoelettriche, cabine, bandelle flessibili per evitare il rischio di impatto con le parti in movimento ed eventuali rischi di proiezioni di frammenti di legno o metallo provocati dall'utensile in lavorazione. Utilizziamo tappeti sensibili che consentono all'operatore di lavorare sul lato sicuro della macchina, mentre la macchina è attiva, salvo poi bloccare automaticamente il processo qualora l'operatore si trovi all'interno di un'area di possibile contatto con le parti in movimento.

Biesse si riposiziona oggi presentandosi come 'azienda di eco-tecnologia'. L'ecosostenibilità ha ispirato nuove soluzioni tecnologiche, un logo dedicato e lo slogan 'Ecological Technology': ce ne vuole parlare?

Il tema dell'ecologia è trattato sia dal punto di vista dell'ambiente, sia in termini di risparmio energetico. Le macchine Biesse di ultima generazione sono progettate proprio per consumare e inquinare meno, attraverso l'ottimizzazione dei processi di lavoro e di emissioni di CO2. Abbiamo sviluppato dispositivi che permettono di adeguare le prestazioni della macchina alle esigenze di lavorazione attivando la macchina o parte di essa solo quando serve, software dedicati al monitoraggio costante dei consumi e alla gestione della rigenerazione in rete, ovvero al recupero di parte dell'energia cinetica del motore dell'elettromandrino per essere riconvertita in energia elettrica. Un altro esempio è la gestione intelligente delle pompe del vuoto, che vengono attivate solo nelle aree di lavoro in cui effettivamente serve. Siamo intervenuti per ottimizzare l'aspirazione dei trucioli prodotti durante la lavorazione, attivando le bocchette solo sui gruppi in lavorazione. Nelle nostre macchine è inoltre prevista l'interruzione dell'aria compressa, per cui la macchina non in funzione ha un perfetto isolamento del sistema pneumatico e presenta una totale assenza di perdite. Questo combatte anche l'inquinamento acustico. Complessivamente, infine, garantiamo una riduzione di emissioni di CO2, fino a 30 t l'anno.

In una logica di coerenza, Biesse ha iniziato a utilizzare vernici ad acqua, a praticare la raccolta differenziata dei rifiuti, a riciclare i trucioli in nuovi pannelli e a utilizzare per le dimostrazioni sulle macchine solo pannelli ottenuti riciclando i trucioli generati da precedenti lavorazioni e a contenuto di formaldeide praticamente nullo.

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