Trend tecnologici a base di intelligenza artificiale. Così vede il prossimo futuro Reply

“Fra dieci anni ognuno avrà una propria Intelligenza Artificiale (IA) così come oggi disponiamo di diverse app sul nostro smartphone”, è quanto affermato da Tatiana Rizzante, Ceo di Reply in occasione di un incontro stampa durante Reply Xchange 2021, l'evento annuale dell’IT Company torinese interamente dedicato agli ultimi trend tecnologici e alle innovazioni aziendali, che quest’anno si è svolto dal 14 al 18 giugno. La Ceo di Reply tiene a sottolineare che la società non è una software house, ma un’ IT Company che si focalizza sulle tecnologie emergenti in diversi ambiti e che sviluppa il proprio know-how acquisendo startup.

Che siamo di fronte a una nuova ondata tecnologica lo si è capito anche dal format adottato per l’evento. “La piattaforma utilizzata per Xchange è una tv in streaming sul genere di Netflix che noi usiamo per condividere qualsiasi tipo di contenuto, attraverso postazioni dedicate che possono anche  aiutare a creare contenuti professionali”, ha spiegato Filippo Rizzante, fratello di Tatiana e Cto di Reply. “È uno strumento di condivisione interattiva che aiuta a vivere l’azienda e a coltivare le relazioni in modo digitale”, come richiesto dallo smart working, uno dei trend che è esploso a causa della pandemia e che diventerà sicuramente una nuova modalità lavorativa.

E a proposito di trend tecnologici: Quantum computing, Spatial computing, Natural Language Processing le nuove interfacce uomo-macchina, tecnologie di Bio-tagging, 5G, robot mobili (AMR), Swarm robotic e altro ancora, il tutto a base di intelligenza artificiale. La prossima rivoluzione tecnologica è già arrivata.

Tatiana Rizzante, Ceo Reply

Le due aree dell’IA: comprensione linguaggio naturale e riconoscimento visuale

“L’intelligenza artificiale sarà invasiva, non solo sarà in qualsiasi prodotto digitale, ma anche ogni oggetto fisico avrà una componente di IA, per questo stiamo creando diverse aziende con team specializzati nei diversi ambiti dell’IA, ma stiamo facendo fatica a trovare talenti in Italia”, ha incalzato Tatiana.

Le due principali aree principali in cui si svilupperà l’IA saranno la comprensione e l’elaborazione del linguaggio naturale, il parlato, da parte di una macchina e la conseguente capacità di tradurlo in azioni o in un programma, ovvero il Natural Language Processing (NLP), e la comprensione visuale, cioè il riconoscimento delle immagini.

È in questa direzione che si stanno muovendo i colossi del software, Microsoft con Open AI e il suo GTP-3, il potente  modello di linguaggio naturale, in esecuzione su Azure Machine Learning. Gpt-3 è ora integrato in Microsoft Power Apps, la piattaforma di sviluppo di app low code che consente a chiunque, quindi non solo agli sviluppatori professionisti ma anche ai cosiddetti citizen developer, di costruire applicazioni per migliorare la produttività o i processi aziendali. E Google con LaMDA, un sistema in grado di rendere più naturali le conversazioni tra l’intelligenza artificiale e gli utenti.

“Comprendere il linguaggio naturale significa che la macchina potrebbe arrivare a produrre codice semplicemente da una descrizione”, ha affermato Tatiana. “Per noi è un fattore importante, vuol dire automatizzare la produzione di codice”.

Il software in tutti i prodotti e servizi


Filippo Rizzante, Cto Reply

Ci sarà codice ovunque e le aziende dovranno essere agili e sviluppare software al passo con le piattaforme tecnologiche in rapida evoluzione. Il potenziale dei dispositivi connessi è indubbio: dall'IoT e dalla digitalizzazione industriale all'Internet of Medical Things, dalle connected car ai prodotti e servizi connessi fino alle smart city.

“La nostra produzione di software  sarà sempre più automatizzata, stiamo lavorando alla seconda generazione del nostro Test Automation Center”, ha detto Filippo Rizzante. “Il riconoscimento visuale e le analisi predittive  sui dati abilitano l’altro filone che avrà un grande sviluppo: la robotica. Proprio la robotica impatterà tantissimo e sempre di più al di fuori della fabbrica, che ne fa già un importante uso grazie ad algoritmi che permettono al robot di interagire con lo spazio fisico andando ad automatizzare molte attività”.

Si studia anche il green coding

Se si produrrà sempre più codice sarà altrettanto importante monitorarne l’impatto ambientale. Sì perché “oggi le infrastrutture informatiche solo dal punto di vista del consumo elettrico rappresentano una percentuale importante delle emissioni inquinanti in atmosfera: è intorno al 3-4% il peso dell’IT a livello globale, che è superiore, per esempio, a quello dell’aviazione civile”, ha affermato Filippo Rizzante. “Per questo stiamo studiando il green coding, cioè come utilizzare il codice anche considerando la progettualità informatica e quali Kpi applicare per capire come ridurre le emissioni di CO2”.

La svolta: automatizzare la produzione di codice

L’importanza di automatizzare produzione di codice è indubbia. I filoni su cui sta lavorando Reply riguardano l’automazione del software, l’automazione della Digital Experience e l’automazione dei dati.

“Sul fronte della tecnologia stiamo investendo sul Quantum Computing, che implica modi diversi di produrre codice, su progetti di Swarm robotics, la prossima generazione di piattaforma IoT abilitata dal 5G e dall’Edge Computing con la possibilità di far parlare gli oggetti tra di loro e di prendere delle decisioni, sullo Spatial computing che prevede il posizionamento di oggetti georeferenziati, che sarà fondamentale per le connected car”, ha concluso Filippo Rizzante.

Di carne al fuoco ce n’è molta, gli spunti non mancano… ognuno tragga le proprie considerazioni.

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