Efficienza Energetica al centro dei processi industriali

Pur essendo una tematica relativamente recente, l’efficienza energetica è oggi un ambito di grande attenzione, vuoi per la maggior sensibilità che si sta diffondendo a livello globale verso la tutela dell’ambiente, vuoi per gli obiettivi europei più stringenti stabiliti proprio in ambito energetico-ambientale.

È bene, innanzitutto, precisare che «L’efficienza energetica val oltre le buone pratiche nell’adottare comportamenti consapevoli come spegnere le luci od optare per le energie rinnovali», spiega Davide Chiaroni, vicedirettore dell’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano. «L’efficienza energetica è la ricerca di soluzioni tecnologiche in grado di garantire lo stesso livello di comfort, se si riferisce al mondo residenziale, o lo stesso livello di output produttivo, quando il settore di riferimento è quello dell’industria, con un minor consumo energetico».

Negli ultimi anni si è creato un vero e proprio mercato dell’efficienza energetica, che nel 2018 ha raggiunto un valore di 7,1 miliardi di euro di investimenti complessivi, di cui 2,3 miliardi riconducibili al comparto industriale. Sono questi i dati di sintesi della nona edizione dell’Energy Efficiency Report, realizzato dellEnergy & Strategy Group del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di verificare come è cambiato questo mercato nel corso dell’ultimo triennio e tentare una previsione sul triennio a venire.

Industria: crescono l’interesse e la dimensione del mercato

Il tema fondamentale da sottolineare è il grande interesse verso il mondo industriale, che si conferma non solo in crescita, ma anche uno dei mercati più interessanti per il futuro dell’efficienza energetica.

Come si rileva nell’Energy Efficiency Report, oltre due terzi degli interventi sfruttano la combinazione fra tecnologie per l’efficienza e soluzioni “digital”, non soltanto legate alla sensoristica a bordo macchina, ma anche all’integrazione del dato energetico nel più complesso e articolato sistema di gestione della fabbrica. In questo, il Piano Industria 4.0 (ora Impresa 4.0) ha indubbiamente costituito un eccezionale traino.

Parallelamente, sempre sul fronte della normativa, va anche segnalato che l’introduzione di norme come il cosiddetto Decreto Energivori e Gasivori, rendendo meno costoso il consumo di energia, tende, invece, a disincentivare gli interventi in efficienza. Un altro aspetto emerso dal Report riguarda gli attori di questo mercato: in particolare nel comparto industriale, quasi tre quarti degli investimenti totali sono gestiti direttamente dall’impresa, senza il supporto di fornitori di servizi energetici specializzati.

Passando alle previsioni, gli investimenti in efficienza energetica relativi al settore industriale indicano, per il prossimo triennio (2019-2022), un potenziale di mercato che oscilla tra 10 e 12 miliardi di euro circa, con un volume d’affari medio annuo compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro, mentre i numeri dell’intero settore oscillano tra 30 e 40 miliardi di euro circa, con un volume d’affari compreso tra 7,4 e 9,9 miliardi di euro.

La domanda di Efficienza nel comparto industriale

La survey realizzata dai ricercatori dell’Energy & Strategy Group ha coinvolto oltre 250 Energy Manager, imprese e professionisti, fotografando lo stato della domanda e dell’offerta di efficienza energica nel comparto industriale in Italia.

L’analisi ha riguardato sette principali settori industriali (metallurgico, chimico alimentare e bevande, cartario, gomma e plastica, tessile, automotive) che coprono il 65% dei consumi elettrici e il 63% di quelli di gas naturale.

Su un totale complessivo degli investimenti in efficienza energetica realizzati nel 2018 pari circa a 7,1 miliardi di euro, il segmento Home & Building guida la classifica con ben il 65% del totale, seguito dal comparto industriale con circa 2,3 miliardi e poco meno del 33%, fanalino è la Pubblica Amministrazione con solo il 2% sul totale degli investimenti. La crescita è stata del 6,3%, in frenata rispetto alla crescita a doppia cifra del 2017, confermando il trend molto positivo degli ultimi cinque anni.

È interessante notare la diversa dinamica di crescita all’interno dei comparti: la Pubblica Amministrazione, seppur conti solamente per il 2% del totale, presenta l’incremento maggiore rispetto al 2017 (+12%), seguita dal segmento Home & Building con un incremento pari a +7,6%, mentre si attesta solo sul 4% la crescita nel comparto industriale, che ha quindi accusato l’effetto di decelerazione dell’intero mercato e delle incertezze dei mercati globali.

Soluzioni tecnologiche: il processo produttivo è al top

Nonostante le soluzioni maggiormente adottate siano state i sistemi di combustione efficienti e la cogenerazione, che corrispondono al 40% degli investimenti complessivi del settore, risultano, tuttavia, in forte calo rispetto al 2017, rispettivamente del -7% e del -24%. Il calo della cogenerazione è dovuto all’effetto negativo del Decreto energivori, il quale ha contribuito anche al calo degli investimenti nei motori elettrici.

Particolarmente interessante è, invece, l’incremento molto significativo degli investimenti sul processo produttivo, con una crescita del 59% da attribuirsi all’onda lunga degli effettivi positivi del Piano Industria 4.0.

Livelli di crescita positivi, ma più contenuti, per le altre tecnologie: illuminazione, +16% e a seguire inverter, aria compressa e refrigerazione. Interessante è il buon risultato degli investimenti nei Sistemi di Gestione dell’Energia pari a 129 milioni di euro con una crescita del 28% rispetto all’anno scorso. Risultato dato dalla ricorrenza nel 2019 dell’obbligo dell’audit energetico, ma anche segno di come sempre più frequentemente le imprese hanno un approccio olistico all’efficientamento energetico e non più focalizzato sui singoli interventi e tecnologie.

I driver della crescita

Lo sviluppo di sistemi e soluzioni 4.0 nel campo industriale e il mondo dei dati e dell’utilizzo delle informazioni, quindi la parte software dell’impiantistica energetica, guideranno la crescita del mercato dei prossimi anni. "Un eventuale problema di natura normativa potrebbe pregiudicare le previsioni indicate nel report, ma se tutto il green deal dovesse diventare una realtà ci dobbiamo aspettare una crescita ancora più sostenuta», è il commento di Davide Chiaroni.

 

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