I droni nell’energy e nell’Oil & Gas

L’utilizzo diffuso ed estensivo di droni da parte delle imprese che operano nel campo dell’energia e dell’Oil & Gas fa emergere l’importanza di dotarsi di piattaforme per la gestione della raccolta e dell’analisi dei dati.

Nei settori Energy e Oil & Gas l’utilizzo dei droni è molto diffuso. Nel corso del 2020, nonostante l’emergenza sanitaria, le attività in corso non si sono arrestate, anzi sono quasi incrementate con applicazioni che hanno riguardato principalmente l’ambito delle ispezioni e sopralluoghi. Un elemento portato all’attenzione da parte delle imprese del settore è quello relativo alla gestione e analisi dei dati.

È evidente che la questione dati supera il perimetro specifico del mondo droni, coinvolgendo anche quelli provenienti da altre fonti e attività, ma un uso massiccio di droni farebbe crescere ulteriormente la mole dei dati da trattare. Da qui l’importanza di dotarsi di una piattaforma per gestirli e utilizzarli al meglio. Ne hanno parlato Enel Green Power, Eni e Areti SpA in una tavola rotonda in occasione del convegno “Droni: fare sistema per un maggiore sviluppo”, durante il quale è stato presentato l’Osservatorio Droni della School of Management del Politecnico di Milano.

I droni e la robotizzazione sostenibile

«Nel corso del 2020 abbiamo triplicato le attività con i droni arrivando a risultati importanti, portando avanti una continuità delle applicazioni in essere. Tra i traguardi raggiunti, cito gli 8 Gigawatt sugli impianti solari, equiparabili ad avere ispezionato tutto il territorio di Milano perché stiamo parlando di circa 160 km2, e le mille turbine eoliche ispezionate per il secondo anno di fila per classificare eventuali problematiche sulle pale, aggiungendo una serie di ispezioni in ambito idroelettrico e geotermico», dice Fabio Bosatelli, Head of Global Ren O&M Robotization, Enel Green Power.

«In merito ai benefici, abbiamo messo a punto un Kpi che include i miglioramenti di safety, quindi riduzione del rischio, mitigazione di eventuali impatti (ad esempio, la sostituzione della termografia manuale con quella effettuata da termografia da droni su alcuni impianti solari nel deserto) e diverse attività che migliorano la sostenibilità.

Ad esempio, nelle turbine eoliche le ispezioni effettuate dai droni vengono realizzate con rapidità e maggiore qualità. Sono molti i benefici ottenuti dall’utilizzo di droni, in particolare abbiamo cercato di valorizzare il concetto di robotizzazione sostenibile: grazie alle attività robotizzate con l’impiego dei droni, viene potenziato l’operato delle nostre persone».

L’importanza di dotarsi non solo di droni, ma anche di una piattaforma di analisi dei dati

«Da oltre cinque anni utilizziamo droni in tutte le nostre business unit a livello mondiale. L’uso è focalizzato su alcune tipologie di attività quali quelle di manutenzione per verificare lo stato dei nostri asset, quelle dei rilievi fotografici a supporto delle campagne esplorative e tutte le operazioni pericolose, evitando impiegare il personale», racconta Matteo Sinopoli, Logistics Project Engineer, Uas Operation Manager di Eni.

«In tutti questi anni abbiamo notato che il trend di utilizzo dei droni è in crescita esponenziale: siamo passati da poche applicazioni a superare le centinaia con benefici assodati. Tuttavia, l’introduzione dei droni è stato un processo lento perché non è facile cambiare procedure rodate, salvo mostrare sul campo le potenzialità delle nuove tecnologie. L’emergenza Covid non ha avuto alcun impatto laddove eravamo noi gli operatori, mentre altre operazioni dove c’era una componente di servizio abbiamo dovuto riprogrammarle. Nel futuro ci aspettiamo, tuttavia, un utilizzo più estensivo, in particolare in progetti che riguardano il monitoraggio delle emissioni fuggitive e la sorveglianza dei nostri asset, quali siti industriali e condotte.

L’altro focus riguarda la gestione dell’analisi dei dati. Siamo arrivati a uno sviluppo tecnologico tale per cui è necessario saper fare buon uso dei dati raccolti con i droni. Non si discute sulla qualità, ma sulla capacità di analizzarli velocemente per fornire ai nostri esperti le informazioni necessarie per prendere le decisioni, scongiurando possibili incidenti e migliorando la vita utili degli asset. È dunque indispensabile dotarsi di una piattaforma di analisi dei dati, se si vuole fare un uso massiccio di droni».

Una flotta di droni per monitorare la rete elettrica

«In Areti in questi due anni ci siamo concentrati a sperimentare tecnologie innovative mirate a rivedere i processi aziendali di monitoraggio delle infrastrutture della rete elettrica aerea e più in generale delle infrastrutture industriali», dice Giuseppe Gori, responsabile Unità “Soluzioni di monitoraggio evoluto per l’Asset Management” di Areti SpA.

«Abbiamo costituito una flotta di droni in grado di operare nei diversi scenari che si presentano nella realtà operativa e sono in corso diverse sperimentazioni per valutare vari metodi ispettivi. Nel 2020 ci siamo concentrati in particolar modo sul progetto Gimmi (Gestione ispezioni mirate massive infrastrutture) e abbiamo combinato diverse tecnologie innovative per ridisegnare completamente il processo di ispezioni sulle infrastrutture della rete elettrica aerea.

Il progetto prevede una preanalisi satellitare di tutta la rete in alta e media tensione di Roma con l’identificazione delle interferenze vegetali e antropiche, esposte in seguito su una piattaforma Gis completa di funzioni gestionali utili all’operatore per l’analisi degli alert.

A seguito dell’acquisizione delle foto satellitari, le stesse vengono processate con algoritmi di intelligenza artificiale che tengono conto dell’orografia del terreno, della tipologia delle essenze vegetali, della previsione di crescita della specie in base al periodo dell’anno e anche al modello di ricrescita con riferimento ai modelli storici. Una volta effettuate le elaborazioni delle foto, ogni mese vengono identificati punti critici da ispezionare assegnando due livelli di alert sui quali vengono pianificate ispezioni mirate effettuate con i droni.

Nel progetto Gimmi abbiamo in sostanza unito la tecnologia satellitare con la tecnologia dei droni, in fondo i satelliti sono una sorte di droni che vola più in alto. Nel campo ispettivo l’emergenza Covid non ha avuto un impatto frenante anzi siamo stati incaricati dalle Forze dell’ordine a partecipare alle operazioni di monitoraggi durante il Lockdown mettendo a disposizione personale e mezzi che hanno operato nell’area nord del Lazio.

Già all’inizio del 2020 abbiamo iniziato a valutare alcune piattaforme per l’analisi dei dati in un’ottica di asset management. Resta inteso che una piattaforma di analisi dati deve coinvolgere non solo quelli raccolti dai droni, ma anche quelli provenienti da altre fonti, dai rilievi manuali o effettuati da auto o elicotteri. La tematica della raccolta dei dati supera il perimetro specifico del mondo droni ed entra in una logica di sistemi integrati basati, magari, su tecnologie di tipo Data Lake.

Nei prossimi anni, riteniamo che si svilupperanno diverse applicazioni che avranno come focus di migliorare l’efficienza dei processi, rendendoli più semplici e fruibili alle diverse business unit aziendali».

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