Food processing: la realtà aumentata dà più sapore alla produzione

Investendo nella realtà aumentata, Mutti conferma il suo impegno nel trovare soluzioni tecnologiche sempre più avanzate, allo scopo di preservare al meglio la qualità della materia prima utilizzata.

Applicare tecnologie di realtà aumentata a supporto delle attività produttive in Mutti è già "realtà"! Si è infatti concluso con successo il progetto pilota lanciato dall’azienda italiana, protagonista nel mercato dei derivati del pomodoro, in collaborazione con Vection Technologies. La multinazionale, specializzata nello sviluppo di tecnologia digitale, ha collaborato con Mutti nell'impiego di visori di realtà aumentata durante il cambio di formato delle linee produttive.

"Nella sua storia Mutti ha sempre dimostrato di puntare con decisione su ricerca e innovazione, investendo di anno in anno sulla qualità del prodotto, sui processi che ne governano la trasformazione a partire dalla materia prima, sulle tecnologie a supporto dei processi e sul flusso delle informazioni che ne deriva»", racconta Dario Ferrari, Manufacturing Excellence Manager di Mutti, evidenziando il rapporto stretto dell’azienda con l’innovazione.

Dario Ferrari

"Un importante milestone, che abbiamo raggiunto l’anno scorso, ad esempio, è stata la creazione di Instafactory, uno stabilimento mobile che permette di trasformare il pomodoro direttamente sul campo di raccolta. In quest’ottica di constante innovazione, la trasformazione digitale si viene a configurare come un percorso evolutivo naturale e necessario, per supportare le esigenze di una realtà in continua crescita come quella di Mutti".

Il primo di tanti passi “aumentati”

Oggi Mutti valuta con attenzione le opportunità della realtà aumentata. "Con lo sviluppo del paradigma di Industria 4.0 è aumentato l’interesse nell’applicazione di tecnologie digitali in contesti industriali, al fine di ottimizzarne i processi produttivi: una di queste tecnologie è certamente rappresentata dalla realtà aumentata. Così, da un’idea iniziale di un possibile spazio di applicazione della tecnologia in ambiti manutentivi, ha poi preso forma il progetto in questione", conferma Ferrari.

"Il Pilot è stato realizzato in collaborazione con Vection Technologies, società multinazionale quotata alla Borsa australiana con sedi in Italia, Australia, India e Stati Uniti. È una società specializzata nello sviluppo di soluzioni software e tecnologie digitali real-time e costituisce un riferimento per le aziende nei loro processi di trasformazione digitale".

Ferrari racconta quali processi e aspetti organizzativi di Mutti saranno trasformati dalla realtà aumentata. "Con questo Pilot ci siamo posti anzitutto l’obiettivo di studiare, realizzare e testare un’efficace soluzione che sfruttasse la tecnologia di realtà aumentata a supporto dell’attività manutentiva nei cambi formato in linea. Nel contesto industriale di Mutti, infatti, l’ottimizzazione delle attività di cambio formato assume un significato strategico e rappresenta un keypoint fondamentale nei processi produttivi dell’azienda. Questo rappresenta per noi un primo passo: la versatilità della tecnologia, infatti, dà la possibilità di esplorare altri ambiti di applicazione ed è quello che ci proponiamo di fare nel prossimo futuro».

La “dote” della realtà aumentata nelle linee food

Per Ferrari, nell’ottica della trasformazione dei processi di Mutti, sono molteplici i vantaggi portati in dote dall’implementazione della realtà aumentata. «Sarebbe scontato dire che con l’ausilio della realtà aumentata puntiamo a favorire attrezzaggi linea più rapidi, sicuri ed efficaci. Crediamo altresì che un vantaggio ugualmente importante dell’applicazione di questa tecnologia sia la possibilità di “condividere il know-how tecnico”, estendendo competenze, solitamente in capo alle persone più esperte che lavorano più spesso sulla linea, a un numero maggiore e non in via preliminare identificato di risorse. In questo modo è l’azienda che amministra e gestisce il know-how e lo può fare ora in favore di tutti, garantendo massima efficacia e continuità delle operazioni di linea».

Il visore sulla linea vetro

In tale contesto, Ferrari indica un aspetto dell’inserimento in azienda della realtà aumentata che, in modo particolare, ha positivamente sorpreso, addirittura oltre le attese. «Prendendo a riferimento una linea di imbottigliamento, abbiamo incaricato personale non responsabile di quella linea di svolgere, mediante l’ausilio di visori A/R le varie fasi di smontaggio, riattrezzaggio, setup di tutte le macchine: depallettizzatore, riempitrice, capsulatrice, etichettatrice, fardellatrice. Le procedure sono state per la prima volta effettuate attraverso la fruizione di procedure digitalizzate e l’ausilio di visori. La soluzione introdotta ha permesso ad operatori, non esperti della linea, di svolgere le attività senza apparenti difficoltà e in tempi davvero competitivi per essere una “prima volta”. Il risultato complessivo dello stress test è andato, a giudizio unanime, oltre le più ottimistiche previsioni».

Naturalmente, in Mutti si sono anche dovute prendere le misure con la nuova tecnologia, trovandosi nella condizione di affrontare qualche criticità. «Ne possiamo indicare due», racconta Ferrari. «La prima è la necessità di superare un primo naturale e fisiologico scetticismo di base, che si manifesta inevitabilmente, quando si decide di testare determinate tecnologie in contesti industriali fortemente caratterizzati dal valore dell’esperienza dei singoli. La seconda, più importante, è il tempo: realizzare una soluzione come quella testata, oltre alla necessaria attenzione a tutti i particolari, richiede prima di tutto tempo e difficilmente questa risorsa abbonda in azienda. Contiamo di superare questa seconda criticità forti dell’esperienza acquisita con il progetto pilota. Confidiamo, infatti, di avere le conoscenze per realizzare soluzioni anche migliori in minore tempo».

L’applicazione della realtà aumentata supporta la condivisione di know-how tecnico a livello di gruppo di lavoro

A lezione di cultura digitale

Insieme alla realtà aumentata, protagonisti dell’implementazione sono gli stessi operatori di produzione, che ora la utilizzano nelle rispettive attività quotidiane. Come hanno accolto la novità? «Gli operatori si sono dimostrati da subito coinvolti e collaborativi», risponde Ferrari. «In questo senso è stato fondamentale il commitment iniziale, che in questo caso partiva direttamente dalla Direzione Industriale. Quando sono condivisi gli obiettivi a livello alto, è certamente più facile coinvolgere le persone nel progetto».

D’altra parte, i vantaggi sembrano ben definiti e chiari. «In Mutti ora disponiamo di una piattaforma tecnologica scalabile per la gestione, la modifica e l’aggiornamento delle procedure, nonché di una componente di backend che consente di gestire i login degli operatori, di tracciarne le attività e fruire di reportistica inerente le operazioni svolte. Il lavoro dei ragazzi proseguirà, con l’estensione della soluzione ad altre linee, in modo da renderla sempre più pervasiva della nostra realtà, fino a trasformarla di fatto in uno standard».

Per vivere a pieno tale evoluzione delineata da Ferrari, Mutti è consapevole di dovere affrontare in qualche modo la questione dell’aggiornamento delle competenze in azienda. «Il tema dell’aggiornamento delle competenze, in particolare delle competenze digitali, è necessario all’interno di realtà produttive dove le esigenze tecniche sono in costante evoluzione. Rientra tutto nel succitato percorso di trasformazione digitale intrapreso. Sarà sempre più importante, quindi, investire in formazione in modo da alimentare una cultura digitale che permetta lo sviluppo di abilità tecnologiche e l’individuazione di possibili opportunità di miglioramento».

Esempio di visore in attività

Progetto pilota Mutti: il primo bilancio della realtà aumentata nel food è positivo

Certo è che ad oggi in Mutti sono ben felici della trasformazione avviata, che reputa soltanto l’inizio di un lungo percorso. «Possiamo certamente fare un bilancio del progetto pilota, ed è un bilancio estremamente positivo. Abbiamo la prova che la soluzione funziona e funziona bene, non era scontato. Possiamo ora concentrarci sulle modalità di scalabilità della stessa su un perimetro più ampio, fino ad arrivare all’estensione a tutto il Gruppo».

A proposito di futuro, in Mutti si sta anche valutando di intraprendere nuovi passi sulla strada della trasformazione digitale. «Per ovvie ragioni preferiamo non dettagliare i progetti che ci vedranno coinvolti nei prossimi mesi. Diciamo però che abbiamo gli occhi ben aperti sulle nuove tecnologie e ci imponiamo l’obiettivo minimale di stare al passo con i tempi. Quando possibile cercheremo poi di anticiparli i tempi, proponendoci come innovatori di settore in piena sintonia con lo spirito e la tradizione di Mutti», conclude Ferrari.

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