Industry 4.0 @ Bosch: qualche regola per affrontare bene il futuro

Si è tenuto il 7 giugno, all'Auditorium Bosch di Milano, l'evento "Industry 4.0 @ Bosch", una giornata dedicata a tracciare nuovi percorsi per un manifatturiero concretamente 4.0, percorsi nei quali si intrecciano profondi cambiamenti non solo in termini di tecnologie abilitanti da adottare, ma di modelli di business e di competenze.

 

In apertura dei lavori, Gerhard Dambach, l'AD di Bosch Italia, ha parlato della profonda e radicale trasformazione che tutto il manifatturiero sta attraversando e subirà nei prossimi anni, mettendo in evidenza come questa transizione di Industria 4.0 sia essenzialmente e prima di tutto una questione di competenze. "Non pensate al 4.0 solo in relazione a budget da allocare, a prodotti da acquistare, riflettete piuttosto sulle competenze e sugli skill tecnici, a quali avete in azienda e a quali vi servirebbero. Una volta fatta questa analisi, liberate risorse per mettere in atto un piano di formazione profonda, che coinvolga in concreto le persone e le metta in 'sintonia' con le tecnologie da applicare concretamente sugli impianti".

Anche Marino Crippa, Head of Digital Factory di Bosch Rexroth, ha continuato sulla stessa linea, introducendo una chiave di lettura diversa, più concreta del 4.0: "Questa fase di transizione industriale manifatturiera non è tanto un problema di tecnologie, quando di trasformazione profonda dei processi aziendali, che deve essere gestita in tempi abbastanza rapidi".

Per Crippa, poi, non esiste una, "la", ricetta per Industria 4.0: "piuttosto", ha detto il manager a Milano, "è ogni azienda a dover trovare la propria strada, scegliendo i propri obiettivi e metodologie, per passare al 4.0, che sia l'efficienza produttiva, la connettività delle macchine, la manutenzione predittiva, l'analisi e la gestione dei dati". Fondamentale si conferma in questa ricerca la capacità di adattare le tecnologie ai propri processi produttivi e alla propria realtà aziendale.

Da queste osservazioni, nel corso della giornata, sono emerse alcune "regole", suggerite da Crippa per questo percorso: n. 1, non esistono "progetti" o "prodotti" 4.0, ma "percorsi" e trasformazioni; n. 2, "Think big", ovvero pensate in grande, in modo onnicomprensivo, a tutta la vostra realtà aziendale, non solo alla fabbrica, e a tutta la vostra filiera, la supply chain; n. 3, "Start small", cioè iniziare in  "piccolo", da applicazioni pilota che siano misurabili e controllabili, sulle quali sia all'inizio più facilmente misurabile un riscontro; n. 4, "Sincronizzate le competenze".

Su quest'ultima "regola" è intervenuta anche Sabrina Castellan, Head of TEC - The Bosch Training School Italy, che in un interessante duetto con Mattia Macellari, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda Milano Monza Brianza, ha posto l'accento sull'importanza della trasversalità che la formazione tecnica nell'era 4.0 richiede. "Servono alle aziende più studenti con competenze nelle discipline matematiche, statistiche, oltre che ingegneristiche e d'automazione, che siano il più possibile sincronizzati con le esigenze, nuove, imposte dalla digitalizzazione del manifatturiero". A questo proposito, ottimo è il progetto di alternanza scuola-lavoro, che permette di "immergere" gli studenti nel mercato del lavoro il più presto possibile.

La giornata Bosch è stata anche l'occasione per raccogliere le testimonianze di alcune aziende come Tenute Ruffino, il Panificio Cremona Italia, Lamborghini, RCF, Aresi e VHIT, ognuna delle quali ha raccontato il proprio percorso 4.0, e per conoscere una delle ultime esperienze della scuola di formazione TEC di Bosch, il primo gruppo di giovani Industrial IoT Specialist, specializzati in IoT industriali. E se gli chiediamo su quale disciplina specifica si sono formati, la risposta è 4.0... "Siamo degli Open Innovator!".

 

 

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