L’Industry 4.0 in Italia vale 1,2 miliardi

Il tema dell'Industry 4.0 è uno dei più dibattuti nel nostro Paese. Ma quanto vale questo settore? A rispondere è stato Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano, che ha stimato un mercato da 1,2 miliardi di euro, in crescita del 20% nel 2016.

Si tratta di una cifra significativa, anche in virtù del fatto che, come rilevano gli analisti del Politecnico, il 38% delle industrie dichiara di non conoscere i temi dello Smart Manufacturing. Si tratta spesso di pmi, con una scarsa maturità di soluzioni informatiche.

Di contro, , utilizzando tecnologie digitali innovative come l'Industrial Internet of Things, l'Industrial Analytics, il Cloud Manufacturing, l'Advanced Automation, l'Advanced Human Machine Interface o l'Additive Manufacturing.

Una situazione che porta lo Smart Manufacturing a fatturare il 10% degli investimenti industriali complessivi (10-12 miliardi di euro). Il mercato è però trainato da grandi aziende di macchinari e dell'automotive. Un mercato costituito in maggioranza da applicazioni tecnologiche di Internet of Things per l'industria (il 66% del valore), in cui i progetti sono ancora principalmente in una fase pilota.

Per il 2016 si prevede un tasso di crescita del 20%, buono ma insufficiente a recuperare anni di ritardo rispetto alle più mature esperienze internazionali, dove sono nati piani di azione di sviluppo nazionale.

Considerando l'innovatività del paradigma, l’immaturità di alcune tecnologie e la complessità di implementazione, oltre alla crisi economica degli ultimi anni, il quadro italiano dello Smart Manufacturing è da leggere in chiave positiva” ha sottolineato Alessandro Perego, responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Manufacturing. “Per accelerare la crescita però è necessario innanzitutto uscire dalla fase sperimentale che caratterizza la maggior parte dei progetti per passare all’applicazione diffusa ed estendere i progetti anche a settori oggi meno attivi come l'alimentare, il legno-arredamento, la moda e soprattutto alle imprese medio-piccole, cuore pulsante del tessuto industriale italiano”.

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