Torna a crescere il costo dell’energia

Il costo dell'energia elettrica, uno dei più alti in Europa, continua a rappresentare un ostacolo per le aziende italiane. Ogni analisi di in questo ambito è quindi interessante, anche in considerazione del fatto che, negli ultimi quattro anni, il costo ha subito un progressivo calo. Infatti la riduzione del prezzo dell'energia ha bilanciato l'aggravio dei cosiddetti extracosti, dagli “oneri di sistema” al “dispacciamento”, portando a bollette meno pesanti soprattutto per le Pmi.

Però, come emerge da uno studio della Camera di Commercio di Milano e di Ref Ricerche, nell'ultimo trimestre dello scorso anno si è registrata un'inversione di tendenza. Al punto che i prezzi dell’energia, per le imprese small, sono tornati e crescere e questa tendenza dovrebbe protrarsi anche nei prossimi mesi.

In particolare, come emerge dall'analisi, le piccole imprese allacciate in media tensione, con un consumo medio di 600 MWh annui, hanno subito un aumento della componente energia. Una situazione che, malgrado la riduzione degli oneri di dispacciamento e di sistema, ha portato ad un incremento totale dello 0,1%.Un valore ovviamente non preoccupante, ma indice di un'inversione di tendenza, che potrebbe essere aggravata dalle condizioni atmosferiche di inizio 2017. Inoltre, secondo i responsabili di Ref Ricerche, nel corso dell'anno i prezzi dell’energia per le Pmi potrebbero aumentare in una forchetta compresa tra il 5 e il 10%, ipotizzando che tutte le altri voci della bolletta restino invariate. Una situazione che porterà un impatto stimato sul costo finale del 2-3%.

Rispetto al secondo trimestre dello scorso anno, gli aumenti, che riguardano tutte le fasce orarie, sono compresi tra il 2,5% e l’8,6% per le tipologie contrattuali a prezzi multiorari fissi di durata annuale. Allo stesso modo i costi per i contratti di durata biennale (sempre a prezzo fisso) per la fascia oraria diurna sono cresciuti del 3,1%, mentre quelli della fascia notturna registrano un +8,8%. Sostanzialmente stabili, invece, le tariffe della fascia serale. Infine, per i contratti multiorari di durata annuale a prezzo variabile l’aumento è stato tra il 3,1 e il 6,9%.

 

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